Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
stasera (e domani) in scena 

I vizi del Comune nel mirino della Burlamacco ’81

Simone Pierotti
I vizi del Comune nel mirino della Burlamacco ’81

Morganti e soci al teatro Jenco con «Dopo Giovanotti, gli anzianotti in Darsena» Massimo Mazzolini: «Ormai siamo un po’ su di età, ma vi faremo ridere tanto...»

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Mettere alla berlina il Comune, inteso come macchina amministrativa, il sindaco e, in fondo, anche se stessi. Il segreto del Carnevale, del resto, è non prendersi mai troppo sul serio, oltre a sbeffeggiare tutti gli altri. E di autoironia ce n'è tanta in ...dopo Giovanotti, gli anzianotti in Darsena, la canzonetta della compagnia teatrale Burlamacco ’81 che debutta stasera (inizio ore 21) al Teatro Jenco di Viareggio per poi replicare domani: «Abbiamo preso spunto dal grande doppio evento del Jova Beach Tour al Muraglione dell'estate scorsa per parlare anche di noi - racconta Massimo Mazzolini, storico attore della compagnia che va ininterrottamente in scena da 38 anni - noi ormai siamo degli 'anzianotti' e, come Jovanotti, anche noi faremo due serate in Darsena visto che ci esibiamo al Teatro Jenco in via Menini».

E qui, per Mazzolini e l'intera compagnia, sono d'obbligo alcuni ringraziamenti: «Intanto dobbiamo dire che se la Canzonetta va ancora avanti è anche merito dell'interessamento del Club Lions Viareggio-Versilia, con cui abbiamo trovato un accordo due anni fa: con il loro sostegno è stato tutto più facile. E poi ci sono il Comune e la Fondazione Carnevale, che per la prima volta nella storia della Burlamacco '81 ci ha dato il loro patrocinio: il riconoscimento ufficiale è un atto per noi importantissimo».

Nella serie di scenette (sei) intervallate come sempre da canzoni e siparietti non si parlerà, però, di Jovanotti: «No, anche se il suo concerto a Viareggio è stato sicuramente l'evento dell'estate e non poteva passare inosservato, quantomeno per dare il titolo allo spettacolo: abbiamo voluto giocare sul contrasto fra giovanotti e anzianotti, visto che parecchi di noi hanno passato la sessantina, se non addirittura la settantina...»

Ma cosa dovrà aspettarsi la platea del Teatro Jenco, sold out per entrambe le serate? «Intanto devo dire che abbiamo ritrovato lo spirito di qualche anno fa - prosegue Mazzolini - non siamo più al Politeama, che come sapete è ancora chiuso, e non c'è più l'orchestra a suonare dal vivo, ma la voglia di fare qualcosa per il Carnevale e per il pubblico di Viareggio è rimasta intatta: la comicità è cambiata moltissimo in questi anni, uno spettacolo con un unico tema o gli sketch da venti minuti non sono più possibili: al massimo possono durare dieci-dodici minuti. Questo non ci ha comunque impedito di andare a ripescare tra le vecchie canzonette».

E allora ecco qualche anticipazione: la scenetta di apertura vedrà alcuni ladri intenzionati a svuotare una banca che, a causa di un malinteso, si ritroveranno invece in municipio. «E qui - svela Mazzolini - s'imbatteranno in un dipendente rimasto a dormire. In generale, lo spettacolo sarà incentrato su una serie di gag sul funzionamento del Comune, dove vieni rimbalzato da un ufficio all'altro e ti sgomenti. E quindi faremo tanta ironia, dal numero di volte in cui il telefono di un ufficio comunale squilla prima che un dipendente alzi la cornetta ai minuti impiegati per prendere in consegna ed evadere una pratica».

Quello di apertura sarà uno dei due sketch in cui lo stesso Mazzolini vestirà i panni del sindaco lucchese, parodia del primo cittadino Giorgio Del Ghingaro: «Sì, nell'altra scenetta andrò al mercato a comprare qualcosa e finirò per essere fregato da un commerciante, lucchese pure lui».

Ma, secondo Mazzolini, saranno due scenette in particolare a colpire l'attenzione degli spettatori: «Una è quella del cinema muto, dove non parlerà nessuno e scorreranno delle slide che descrivono cosa succede. L'altra, invece, è molto toccante e rievoca, andando a ritroso nel tempo, i vecchi personaggi di Viareggio: a recitarla sono Claudio Morganti e una bambina di otto anni che è veramente brava e che saprà sicuramente accattivarsi la simpatia del pubblico».

Il tempo scorre inesorabile - nel 2021 la compagnia festeggerà addirittura i quarant'anni di attività: il primo spettacolo fu portato in scena solamente nel 1982, ma la Burlamacco '81 fu costituita proprio dodici mesi prima nello studio di un notaio - ma la voglia di far ridere, piangere e riflettere non è venuta meno agli attori: «Devo dire che nel recente passato eravamo un po' amareggiati - conclude Mazzolini - soprattutto dopo la chiusura del Politeama ci sentivamo un po' sfrattati. Quest'anno, invece, il doppio riconoscimento da parte di Comune e Fondazione ci ha dato un'iniezione di fiducia. E quindi andiamo avanti anche se, per ovvie ragioni anagrafiche, prima o poi lasceremo il testimone a qualcun altro: l'importante è che la tradizione della canzonetta non muoia». —



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