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Allarme virus, il figlio dell'ex sindaco rientra dalla Cina dove lavora

Allarme virus, il figlio dell'ex sindaco rientra dalla Cina dove lavora

Le imprese italiane stanno richiamando i propri dipendenti dal Paese, anche se non vivono nell’area di Wuhan, epicentro della diffusione del coronavirus

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CAMAIORE. Le imprese italiane stanno richiamando i propri dipendenti dalla Cina, anche se non vivono nell’area di Wuhan, epicentro della diffusione del coronavirus. Così è tornato anche Marco Bertola, figlio dell’ex sindaco di Camaiore Giampaolo, che in Cina vive e lavora come dirigente della “Fosber Asia”, azienda lucchese con sede anche a Foshan, città a circa 1.300 chilometri da Wuhan.. «Io e mia moglie», racconta Giampaolo Bertola, «siamo andati a prendere mio figlio, sua moglie e le loro bambine. Che si fermeranno in Italia per qualche mese, questa la previsione. In Cina sta per concludersi il periodo delle festività del Capodanno. A fine gennaio molti che sono tornati a casa per le vacanze faranno rientro in città, al lavoro. E c’è preoccupazione per il diffondersi del contagio proprio in questa occasione».

Se altre volte il lungo volo era stata l’occasione per fermarsi in Oriente, questa volta Bertola padre e sua moglie sono andati e tornati, in aiuto al “trasloco” temporaneo: «Siamo stati solo in aeroporto e poi in casa», racconta l’ex sindaco, «e non siamo mai usciti, neppure per andare a mangiare al ristorante».

Ed in casa a Camaiore resteranno tutti i sei i partecipanti al viaggio di ritorno: «Per la nostra tranquillità e quella delle altre persone», sottolinea Bertola.

Anche se la famiglia ha volato da Canton fino a Parigi indossando mascherine («ma in Cina è un presidio igienico di comune utilizzoche viene indossato anche in caso di un banale raffreddore») ed alla partenza è stata sottoposta al controllo attraverso «gli schermi termografici che misurano la temperatura corporea».

Cosa che non è avvenuta, invece, quando la famiglia ha fatto scalo all’aeroporto di Parigi per imbarcarsi nuovamente, diretti in Italia: «Non siamo stati sottoposti ad alcun controllo in Francia, se non quello dei documenti. E tantomeno quando siamo arrivati in Italia, scendendo a Firenze. Dove abbiamo ritirato i bagagli e nessuno ci ha chiesto niente. Sono rimasto davvero sconcertato». Mancanza di controlli, quella vissuta dalla famiglia Bertola, nonostante la presenza sul volo di passeggeri di ritorno dalla Cina, esattamente con la famiglia Bertola. Diversamente da quanto accade in altri aeroporti italiani, come quello di Malpensa e Fiumicino che proprio ieri hanno annunciato di aver rafforzato le misure di prevenzione.
 

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