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Espropri per il parco sul lago ma mancano soldi per realizzarlo

Tiziano Baldi Galleni
Espropri per il parco sul lago ma mancano soldi per realizzarlo

Sul lungolago a Montramito previsti passeggiata, pontili e punto panoramico Il Comune acquisirà al patrimonio pubblico 15 terreni privati per 30mila euro

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Massarosa. È una striscia di terra lunga poco meno di un chilometro: è la sponda del bacino San Rocchino, del lago Massaciuccoli, che si trova davanti alla Salov. Adesso è degradata ma un progetto denominato “Rete Transfrontaliera delle Lagune, dei laghi e degli stagni” promosso dal Comune di Massarosa ne prevede il recupero totale. Fra cui la costruzione di alcuni pontili, una passeggiata e un parcheggio. Per dare il via alla riqualificazione naturalistico-ambientale Massarosa ha messo in atto 15 espropri, definiti «acquisizioni bonarie delle aree». Dopo le quali dovrebbe partire il progetto vero e proprio, che però subirà un arresto. Il Comune infatti, come ha spiegato l’assessore all'ambiente Michela Morgantini, al momento non ha risorse per costruire il lungolago.

Le procedure per espropriare i terreni sono incominciate in questi giorni. Fra i proprietari c’è anche Enel (75 mq da espropriare), Sqd Srl (460 mq), Cidas Industrie Sabbie Silicee (380 mq). In totale il Comune spenderà circa 30mila euro per oltre 3 mila metri quadrati di appezzamenti. Una lingua di terra che dovrebbe essere recuperata e valorizzata, sia con alcune infrastrutture - non si era escluso che sorgessero anche attività commerciali come bar - sia con la possibilità di praticare attività come il kayak o la canoa grazie ad alcune associazioni sportive della zona da coinvolgere.

Ma ora l’idea ambientale non potrà andare avanti. «Rientra nell’ambito del contratto di lago stipulato dalla precedente amministrazione - spiega l’assessore Morgantini - e questa procedura di esproprio è soltanto una continuazione di quel progetto di cui però al momento la realizzazione non è finanziata».

E a quanto pare non è neppure così scontato che l’amministrazione Coluccini riesca a proseguire con quell’ipotesi di sviluppo dell’area naturalistica. Bisogna infatti trovare i fondi.

Questo progetto ha già usufruito di un finanziamento pubblico di 253mila euro. «Con questi soldi - hanno spiegato dagli uffici tecnici di Massarosa - è stata messa in atto la prima fase di sistemazione del bacino San Rocchino». Prevedeva anche le procedure di esproprio - che sono appunto economicamente già coperte - e l’eliminazione delle strutture abusive o provvisorie presenti, infine le studio di fattibilità. È un primo lotto, quindi, mentre il vero e proprio intervento del lungolago ha bisogno di altri finanziamenti freschi. Ovviamente qualsiasi altra modifica deve passare da una variante urbanistica del Parco di Migliarino San Rossore e Massaciuccoli.

Ma le risorse secondo il centrosinistra, che aveva dato il là a questa idea, si possono trovare. «Come avevamo fatto noi - dice Damasco Rosi - l’amministrazione si deve impegnare a reperire fondi da linee di finanziamento della Commissione europea o della Regione Toscana».

Tiziano Baldi Galleni

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