Meteo
Sant’Agostino senza barriere grazie a dieci studentesse
Dal liceo Stagi un progetto per rendere completamente accessibile il chiostro «Un lavoro di mesi che ci ha formato e che speriamo possa fare la differenza»
Un progetto, a firma di 10 studentesse del liceo artistico Stagi, per rendere completamente, e finalmente, utilizzabile, anche per chi ha problemi di deambulazione, il chiostro di Sant’Agostino. Progetto, presentato ieri mattina in municipio, che non si propone come un mero elenco di aggiustature in corso d’opera, ma è lavoro serio e dettagliato dal quale partire per superare tutte quelle barriere architettoniche che ancora oggi condizionano il movimento di chi è costretto a vivere su una carrozzina.
Ad oggi il S. Agostino, inteso come Chiesa e Chiostro, è sì migliorato negli accessi, ma alcune problematiche di fondo restano: «Il complesso, che risale al 1300, è reso oggi accessibile sia al piano inferiore (sale espositive) che al piano superiore dove è presente il museo dei bozzetti e la biblioteca sia da un montacarichi che da una rampa esterna. Ma non tutti gli spazi – ammette l’amministrazione comunale – sono appunto accessibili al 100%. Un impegno, quello per l’abbattimento delle barriere, che stiamo portando avanti come da programma di mandato, vedi la soluzione individuata per la sala delle Grasce». E così, sempre ieri mattina, le studentesse Anna Bertelloni, Maria Bernacca, Irene Ceragioli, Valentina Grace Dazzini, Lucrezia Del Chiaro, Naomi Francesconi, Lisa Leva, Petra Pacini, Chiara Paradini e Alice Santini, accompagnate dalla dirigente del liceo Nadia Lombardi e supportate dalle insegnanti Anna Paltrinieri e Debora Tacconi, hanno presentato agli assessori Francesca Bresciani e Andrea Cosci e al presidente della consulta Andrea Galeotti, la mappa degli interventi. «Pensiamo ad un ascensore che conduca al primo piano del cortile adiacente – spiega PaLtrinieri – pedane sollevatrici, servizi igienici esterni con due rampe e una pedana coperta da una tettoia nascosta da siepi. Ovviamente tenendo conto delle normative di riferimento e della rilevanza storica dell’edificio».
«Il nostro – aggiungono le studentesse – è un lavoro di mesi caratterizzato da sopralluoghi, verifiche, idee da sviluppare. Tutto molto bello ed interessante per un progetto, finale, che ci ha formato e che speriamo possa dare un contributo importante».
«La difficoltà degli interventi – precisa Cosci – è legata all’applicazione su un complesso storico, vincolato e con enormi limitazioni. Il complesso è accessibile già ai diversamente abili, ma presenta ancora delle limitazioni in alcuni spazi sia al piano terra che al secondo. Ci sono scalini ed ostacoli da abbattere. I diversamente abili devono potersi muovere nel complesso liberamente, in maniera indipendente e senza limitazione alcuna. Vogliamo renderlo accessibile completamente. Le soluzioni che i ragazzi ci hanno presentato sono praticabili, funzionali e realizzabili. Andranno sicuramente ad integrare e costituire soluzioni alternative agli elaborati dei lavori pubblici». Mentre per il dirigente Lombardi «l’aspetto che emerge, e che non è scontato, è la grande collaborazione tra Comune, liceo ed associazioni del territorio. Questi progetti accompagnano i ragazzi a diventare cittadini responsabili». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
