Il presidio
Incidente al Varignano, giovedì manifestazione contro la strada al buio
VIAREGGIO. Basta al buio in viale della Resistenza, dove vi sono ben 7 lampioni al buio dal 31 agosto dello scorso anno; basta alla paura di attraversare la strada, scendere dall’autobus, parcheggiare l’auto; basta al rischio di avere un nuovo morto, dopo l’investimento di cui è stata vittima Fatima Karmas, 70 anni, presa in pieno da un automobilista risultato positivo agli stupefacenti. L’appuntamento è per giovedì alle 18, l’ora in cui il buio cala sulla zona e la paura prende il cuore, «Abbiamo fatto segnalazioni su segnalazioni», racconta al Tirreno la signora Vanessa Martinelli: «Abbiamo scritto ai vigili, ai carabinieri, ad Enel Sole. Nessuno ha saputo dirci di chi siano i lampioni guasti».
Ieri, in occasione della ricorrenza del patrono della polizia municipale, alla comandante Iva Pagni il Tirreno ha chiesto se e quanto la strada potrà tornare ad essere illuminata. «È una questione che riguarda i lavori pubblici», è la risposta della comandante. Gli abitanti del quartiere non ne possono più, racconta Martinelli. Sabato scorso c’è chi ha rischiato di essere investito, come è accaduto a Fatima. Da qui la decisione di scendere in strada: «Ciascuno dei partecipanti porterà una fiaccola», è l’invito di mamma Vanessa: «La strada la illuminiamo noi».
Nell’elenco delle determina del Comune di Viareggio si trova anche quella numero 1534 del 28 novembre scorso con la quale si stanziano 162.162,3 euro da destinare alla realizzazione di opere di straordinaria manutenzione per varie strade su linee di pubblica illuminazione. Questo l’elenco degli interventi: viale della Resistenza, 25mila euro; piazzetta Olmo, 20mila; viale dei Tigli, 12mila; via dei Platani consorziale, 94mila; piazza Neruda, 11.132,30.
Nessuna spiegazione, nell’atto a firma del dirigente Giovanni Mugnani, sul perché intervenga il Comune nel fare i lavori e non la multinazionale Citelum con la quale l’amministrazione Del Ghingaro ha un contratto da 9 milioni di euro per la gestione della pubblica illuminazione. O quei lampioni non sono di Citelum? E, allora, di chi sono? —
D.F.
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