Il Tirreno

Versilia

Una ventata d’aria fresca «Ma non può fermarsi qui»

G.N.

C’è chi avrebbe voluto vedere più giovani e chi vorrebbe un partito «Però va apprezzato sempre chi si impegna per difendere la libertà»  

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la voce della piazza

Qualcuno, in piazza Campioni, si guarda attorno e con quell’espressione un po’ così prova a comprendere, o magari a darsi una spiegazione, del perché al ritrovo delle Sardine i giovani siano in numero inferiore rispetto a chi non lo è più. E rimane stupito, quasi deluso, quando scorge un uomo con una canna da pesca in mano. Pensa che sia una goliardata, una presenza di impatto. Niente, il pescatore è lì solo di passaggio, si è appena lasciato il molo alle spalle. Scambia due chiacchiere e se ne va. I ragazzi in realtà non mancano, arrivano alla spicciolata, si ritrovano in piccoli gruppi qua e là. «Oggi sono qui e domani a Bologna (ieri e oggi per il giornale, ndr)», racconta Matteo Celli, viareggino di vent’anni. Questa per lui non è la prima volta. «Sono già stato a Pisa, i numeri erano diversi, ma il senso dell’evento no. Sono qua per sostenere un modo diverso di fare politica, senza forme di violenza verbali o scritte che portano poi a quella fisica. È un contesto stimolante, non ci sentiamo soli». Lo raggiunge il cugino, Giacomo Bianchini, un anno più piccolo, pure lui di Viareggio. Oltre a Pisa, è stato anche al raduno di Lucca. «È necessario contrastare chi propaga messaggi contro la Costituzione e dunque contro l’Italia. Le Sardine nascono come un movimento che prima o poi dovranno confluire in un partito, altrimenti rischia di rimanere fine a se stesso». Iacopo Raffaelli di anni ne ha invece 26. Nonostante sia arrivato poche ore prima da Parigi è presente perché «non bisogna far passare per buone certe idee espresse dalla Lega e in più generale dalla destra, ma dimostrare che una voce alternativa c’è ed è potente. I ragazzi che non sono qui cosa pensano? Non credono a questo movimento o il problema è un distacco generalizzato dalla politica?», si domanda. Il discorso non vale per tutti, ovviamente. Prendiamo l’esempio di Luca Repetti: appena maggiorenne, è venuto da Forte dei Marmi «intanto per interesse: voglio ascoltare, vedere, capire di cosa si parla e come. Portare i giovani nelle piazze è sempre positivo, ma con cognizione. Non vanno mandati allo sbaraglio, magari per pronunciare i soliti slogan». I ragazzi si mescolano agli adulti. Barbara Vannucci indica con fierezza lo striscione che lei stessa ha dipinto. Al suo fianco c’è Tommaso Brucia. «Qui si respira leggerezza, freschezza, spontaneità. Ecco perché scendo in piazza: la pace e l’accoglienza sono valori da ricordare e rimarcare», dice. Tra gli sguardi carichi di curiosità ci sono quelli di Antonio Montagnani e della moglie Lucia, tutt’e due viareggini: «Chi si impegna per difendere ogni forma di libertà è da apprezzare». —

G.N.

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