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Quasi 500 firme dicono no al cemento
Nel mirino la cancellazione del bosco delle Pioppete I promotori e il Pd: «Nessun vantaggio alla comunità»
pietrasanta. Ci sono 471 firme per dire no alla cancellazione del bosco delle Pioppete e per impedire la cementificazione di un’area di 45 mila metri quadrati con capannoni artigianali e industriali. Cittadini, comitati e associazioni fanno dunque muro contro il progetto dell’amministrazione comunale. Che prevede, dopo l’adozione della variante apposita, il via libera definitivo alla realizzazione di capannoni fino a 17 mila metri quadrati dalle parti di via Brenta, nelle immediate vicinanze della area del Portone.
«Il nostro Comitato di tutela e salvaguardia del bosco, con il supporto dell’Associazione per la tutela ambientale della Versilia si farà valere in ogni sede per salvare un’area così ricca di biodiversità e così delicata a livello di rischio idrogeologico. Oltre a raccogliere le firme di tanti cittadini – fa sapere Elisa Barbato, referente del Comitato – abbiamo protocollato diverse osservazioni alla variante, una quarantina quelle presentate, con una priorità ben definita: salvare il bosco per quello che rappresenta per il territorio e ancora per evitare una cementificazione che metterebbe appunto a rischio idraulico la zona e, in particolare, le abitazioni». Posizione condivisa e portata avanti, in ambito istituzionale con un’osservazione sempre alla variante, anche dal Partito democratico. «Siamo preoccupati: urge uno studio più approfondito come chiede l’Autorità di bacino per evitare l’aumento del rischio idraulico dato che con questa cementificazione – fanno sapere Rossano Forassiepi, Nicola Conti e Simone Coppini – si aumenta la superficie impermeabile con 17.000 mq di capannoni e si rialza tutta l’area di almeno 65 cm, mentre le case di via Brenta e Adda rimarrebbero più basse. Con quello che appunto ne conseguirebbe sul fronte degli allagamenti. A nostro avviso il bosco di 26.000 mq deve avere la destinazione vincolata e non è accettabile alcun intervento: per questo abbiamo chiamato in causa anche la Soprintendenza. Il bosco ha un ruolo fondamentale sia per ridurre il rischio idraulico, sia perché rappresenta un elemento di discontinuità alle molte costruzioni oltre che un cuscino naturale tra l’area industriale del Portone e quella residenziale». Con lo stesso Forassiepi che aggiunge. «Questa variante è un bluff: in vista non c’è alcun ritorno occupazionale e l’idea di realizzare nuovi capannoni, su un territorio che ne vede in gran numero sfitti o inutilizzati, è completamente sbagliata. Siamo di fronte ad una variante che non porta vantaggio alla comunità: la cementificazione delle Pioppete non sarebbe rientrata nel nuovo piano strutturale. Le esigenze e le priorità del territorio sono cambiate». —
L.B.
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