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a sinistra 

Antonella Serafini: «Non sono più in lizza per una candidatura»

D.F.

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VIAREGGIO. Il suo nome è spuntato nel corso delle “trattative” per mettere insieme la coalizione che vedrà insieme Pd, Italia Viva, Leu, Sinistra Italiana e Articolo 1. Poi ad Antonella Serafini, storica dell’arte, è stato preferito Sandro Bonaceto, ex direttore di Confindustria Toscana. Ma il nome di Serafini (al momento l’unico declinato al femminile in una politica locale ancora tutta e troppo al maschile) è circolato anche come possibile candidato sindaco per una coalizione che veda insieme Rifondazione e Repubblica viareggina, ovvero la sinistra locale che esprime comitati ed esperienze associative di rilievo e di lunga permanenza sul territorio. Come i comitati “No asse” coi quali Serafini ha collaborato nel redigere le osservazioni presentate al Regolamento urbanistico del Comune di Viareggio.«Io non ne so niente», così ha risposto ieri l’interessata al Tirreno. Aggiungendo: «Non sono sul “mercato” delle candidature e - come dire - rientro nei ranghi. Visto che la mia candidatura è durata, come si dice, “quanto un gatto sull’Aurelia”».

C’è una punta di amarezza nelle parole di Serafini che, nei prossimi giorni, torna a presentare il volume "Un'idea di città. La costruzione di Viareggio tra le due guerre” (Edizioni Ets) esaurito dopo sei mesi appena dalla pubblicazione. E lo farà affiancata da due esponenti di calibro, come il presidente del Parco, architetto Giovanni Maffei Cardellini e l’avvocato Francesco Frati, già ex assessore.

Un modo di parlare alla città ad ampio raggio, sembra il messaggio che Serafini intende mandare, dopo la mancata candidatura alla corsa per primo cittadino. —

D.F.

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