Il Tirreno

Versilia

Trovato morto in casa dal figlio ex calciatore viola di 55 anni

Melania Carnevali
Trovato morto in casa dal figlio ex calciatore viola di 55 anni

Il corpo trovato dal figlio, la Procura dispone l’autopsia. In gioventù aveva giocato nelle giovanili della Fiorentina

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FORTE DEI MARMI. Il cellulare sul tavolino ha squillato a vuoto tutto il giorno. Lo hanno cercato i colleghi, gli amici. Lo ha cercato il figlio. Lo stesso figlio che, quando lo è andato a cercare a casa, in via Duca degli Abruzzi, a Forte dei Marmi, lo ha trovato a terra, senza vita. Marino Giunta, ex promessa del calcio, operaio in una ditta di pulizie alla stazione di Pisa e pescatore, è stato ucciso da un malore. Aveva 55 anni. 

Secondo il personale medico del 118 intervenuto sul posto, non ci sono dubbi sul fatto che si tratta di morte per «cause naturali», ma sul suo corpo verrà effettuata comunque l’autopsia. Classe 1965, il Giunta, come tutti lo chiamavano a Forte dei Marmi, fu una giovane promessa del calcio. Attaccante della squadra locale prima e delle giovanili della Fiorentina dopo, aveva un talento per il pallone come pochi altri. Era uno dei quei giocatori che fanno tremare gli avversari solo a scendere in campo. E, forse, lui nemmeno se ne rendeva conto. Forse non credeva di riuscire a farcela, di poter fare di quel dono-passione un lavoro per la vita. Perché mollò, quasi arrivato alla meta. Negli anni Ottanta, dopo un provino al Necchi, venne convocato dalla Fiorentina. I tecnici notarono il suo talento subito. Ma lui, dopo un solo anno di vita sregolata a Firenze, tornò al Forte, dove mollò il calcio poco dopo.

IL RICORDO Quel ragazzino fuoriclasse che non si adeguò mai alla dura legge dello sport

«Ti voglio ricordare così – lo ricorda un ex compagno di squadra –. Quando ci allenavamo allo stadio noi piccoli esordienti e te più grande di noi eri il più forte di tutti. Ti ricordo raccattapalle allo stadio di Firenze durante una partita della Fiorentina contro il Perù in tournée prima dei mondiali di Spagna. Ricordo le tue punizioni e le tue rovesciate. Ti voglio ricordare così, ragazzo casinista, ma buono».

Viveva in via Duca degli Abruzzi, a Forte dei Marmi, ed era padre di un figlio di 34 anni, che ieri lo cercava. Lo chiamava, ma non rispondeva. Era già morto. Quando i medici sono arrivati a casa sua (sono intervenute le ambulanze della Croce Verde e della Misericordia di Forte dei Marmi) non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. I funerali non sono ancora stati fissati. Lunedì la salma verrà portata a Lucca per l’autopsia che stabilirà la causa della morte.


 

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