Scambi al veleno sui compensi in Versiliana
Il consigliere Giannelli replica a Benedetti «Non ero favorevole a questi aumenti»
la polemica
Clima sempre più teso all’interno del consiglio della Fondazione Versiliana. Un contraddittorio, al curaro, che vede protagonisti, a margine della decisione di aumentare gli stipendi dei dipendenti e di istituire un gettone di presenza per i componenti del cda, il presidente Alfredo Benedetti e il consigliere Chiara Giannelli.
«Sono sorpresa e offesa dall’attacco personale del presidente Benedetti che mi accusa, per le mie idee, come se fosse una colpa pensarla diversamente da lui», fa sapere Giannelli. Che aggiunge: «Non ho espresso il mio voto contrario all’aumento di “alcuni” stipendi e scatti di livello per motivi personali, come insinua il presidente: ho espresso voto contrario per prudenza nei confronti del bilancio della Fondazione che soffre di cattiva salute da tanti anni e il cui risanamento è, al momento, solo avviato. Quanto ai gettoni di presenza, se è vero che ad aprile 2019 anche io avevo espresso parere favorevole, ma in una discussione preliminare, è altrettanto vero – sottolinea Giannelli – che a dicembre scorso, quando è stato proposto nuovamente l’introduzione del gettone di presenza da parte di un altro consigliere, in coerenza con la posizione tenuta per gli stipendi dei dipendenti, ho sostenuto che non era più opportuno procedere. Aggiungo che sarebbe meglio sempre discutere nel merito delle questioni, per il bene della comunità ed evitare attacchi personali. A me sta a cuore la buona gestione della Fondazione e per questo il mio impegno sarà ancora più forte».
Ma sono anche altri aspetti evidenziati dal bilancio di previsione a suscitare perplessità come evidenzia il Pd.
«L’intervento di Benedetti lascia allibiti: sui gettoni di presenza c’è una legge da rispettare, mentre troviamo di cattivo gusto, volgare e privo di interesse collettivo quanto affermato dallo stesso Benedetti nei confronti del consigliere Giannelli. Quello che ci interessa veramente è però altro: la Fondazione è ormai ridotta ad un ente appaltatore di spettacoli a terzi, una sorta di agenzia – si legge in una nota – visti i miserevoli risultati degli ultimi tre anni della vendita dei biglietti. Nel 2020 Benedetti prevede 10 mila euro di incassi da spettacoli autogestiti e 142 mila euro da vendita di giornate di spettacoli. È questo il segnale evidente del fallimento della Fondazione come strumento di politica culturale del Comune. E a fronte di una funzione che è ormai diventata solo quello di promotore commerciale e venditore di spazi, il Comune è chiamato a versare 480 mila euro a fondo perduto, e 200 mila si richiedono alla Regione Toscana. Conferimento di denaro pubblico ingiustificato per il ruolo che la Fondazione svolge nel panorama culturale versiliese e regionale: Comune e Regione dovrebbero vincolare i loro contributi a scelte di politica culturale meno commerciali. Altro che utili, come dice Benedetti, la Fondazione Versiliana è una voragine». —
L.B.
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