Il Tirreno

Versilia

il caso 

Sopralluogo dei carabinieri sulle tracce delle Oceaniche

Donatella Francesconi
Sopralluogo dei carabinieri sulle tracce delle Oceaniche

I militari del Nucleo tutela patrimonio culturale sono andati in piazza Puccini, al deposito del cantiere comunale ed alla Sea, ultima destinazione nota per l’opera

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VIAREGGIO. Dalla destinazione originaria, quella piazza Puccini dalla pavimentazione recuperata con il lungo intervento Mover, alle erbacce del cantiere comunale ai Macelli, ai locali delle ex carrozzerie di Sea Ambiente, azienda dei rifiuti: è il tour delle Oceaniche sulle cui tracce si sono messi i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale che sabato scorso hanno effettuato un sopralluogo su tutti e tre i siti. Nella giornata di ieri pomeriggio, poi, è circolata la notizia che l’opera di Giulio Turcato sarebbe stata spostata un’altra volta e portata via dai locali Sea per una destinazione al momento non nota. I carabinieri del Nucleo si sono messi in contatto con la Soprintendenza e l’intera vicenda, al momento, è nelle loro mani.

Vicenda alla quale si aggiunge un nuovo capitolo a conferma del fatto che sindaco e amministrazione vogliono l’opera collocata altrove. Nonostante la Soprintendenza sia stata chiara: l’opera va ricollocata in piazza Puccini, soggetta ad un vincolo paesaggistico legato strettamente alle Oceaniche. Ed alla Soprintendenza non è stata presentata alcuna richiesta di autorizzare l’alterazione dello stato della piazza, né l’operazione è stata autorizzata da Lucca.

Il 30 dicembre - a caso scoppiato dopo che il consigliere della Lega, Alessandro Santini, ha messo a disposizione materiale fotografico e video che testimoniava come l’opera fosse stata buttata tra le erbacce ed i rifiuti al deposito del cantiere comunale, la Giunta Del Ghingaro si è riunita, assente il sindaco e dunque tutto nelle mani del suo vice, Valter Alberici, per decidere lo spostamento “postumo” dell’opera. Almeno per 120 giorni: giusto il tempo della prossime elezioni amministrative.

Nell’atto si conferma che «l’opera doveva essere sottoposta a un intervento di manutenzione e messa in sicurezza». Ma, mentre per la ricollocazione «in luogo idoneo da individuare» anche in vista del prossimo Versilia Yachting, la delibera informa che «il trasferimento e la collocazione della scultura verrà svolto gratuitamente da Mover e che la stessa provvederà anche alla rimozione dell'opera entro 120 giorni nell'ambito della propria competenza a gestire la mobilità cittadina», per quanto riguarda l’intervento di manutenzione niente si prevede. Ed è impensabile che l’azienda della sosta o l’impresa Sasit che esegue le manutenzioni stradali possano farsi carico della manutenzione di un’opera d’arte il cui valore oggi è stimato in circa 1 milione di euro.

Senza contare che la patata bollente di una operazione di rimozione dell’opera compiuta senza uno straccio di carta, oggi passa tutta nella mani del dirigente ai lavori pubblici (ma quello alla cultura è stato abolito?, ndr) con il mandato di «curare il rilascio delle necessarie autorizzazioni, verificare la corretta collocazione, la sicurezza della medesima e la corretta rimozione a fine del periodo di esposizione».

 

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