Italia
Polveri sottili oltre i limiti Primi divieti anche a Viareggio
Negli ultimi giorni registrati dall’Arpat sei casi di sforamento Il sindaco firma una ordinanza che vieta di bruciare residui vegetali all’aperto
Viareggio. Dopo Lucca e la sua piana, l’emergenza inquinamento tocca anche Viareggio. Negli ultimi giorni l’Arpat ha infatti registrato sei sforamenti dei limiti nei valori di Pm10. E di fronte a questi dati, il sindaco ha firmato una ordinanza in cui si vieta di bruciare residui vegetali all’aperto e ha invitato la cittadinanza a seguire una serie di comportamenti per ridurre le emissioni di materiale particolato fine PM10.
Il “divieto di abbruciamento” (questo il termine tecnico) è in vigore da ieri e lo resterà fino all’11 gennaio: per 5 giorni sarà vietato in tutto il territorio del comune di Viareggio, bruciare all’aperto residui vegetali, pena, una sanzione che va da 25 a 50 euro.
«Le misurazioni Arpat - spiega il Comune - hanno infatti evidenziato sei sforamenti della media giornaliera di PM10 negli ultimi 7 giorni, (il limite giornaliero di 50 μg/mc: a Viareggio si sono registrati valori di poco superiori, dai 94 del primo dell’anno, a scendere 73, 78, 65, 51 e ieri 42, quindi nella media) che, unite alle previsioni meteo hanno determinato le condizioni per l’attivazione del Modulo 2 dell’Indice di Criticità per la Qualità dell’Aria».
Nell’ordinanza si invita poi a seguire comportamenti virtuosi per ridurre le emissioni di materiale particolato fine Pm10 e in particolare contenere i consumi energetici, evitando inutili sprechi, nella gestione degli impianti di riscaldamento (attraverso una corretta regolazione degli orari di accensione, il controllo della temperatura massima, ecc.) come limitare l'utilizzo di legna in caminetti aperti o stufe tradizionali a meno che questa non sia l'unica fonte di riscaldamento dell'abitazione e utilizzare il più possibile i mezzi pubblici o mezzi di trasporto non inquinanti. —
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