Italia
Bonetti... da fantascienza: il futuro è donna e ha il volto di Robotika
Carnevale di Viareggio: ecco come sarà la costruzione progettata dai fratelli Bonetti
Viareggio. È uno dei temi che da decenni intriga l’uomo, tanto da stuzzicare la fantasia di scrittori come Isaac Asimov e Douglas Adams, o registi cinematografici della caratura di Stanley Kubrick e James Cameron: l’intelligenza artificiale. In sostanza: macchine e robot arriveranno un domani a soppiantare l’attività, e perfino il pensiero, dell’essere umano? Un dilemma che sale a bordo di Robotika: intelligenza artificiale, il carro con cui Luigi Bonetti va a caccia di una disperata, miracolosa salvezza in prima categoria: «Tirare i remi in barca? No, mai – taglia corto lui – bisogna comunque continuare a fare del proprio meglio. E se proprio devo retrocedere, meglio con un carro dignitoso».
IL SOGGETTO
Il computer? «Una delle più belle invenzioni dell'uomo» secondo Kubrick, che progettò un film sull'intelligenza artificiale senza però arrivare a girarlo materialmente. Bonetti la pensa allo stesso modo: «Mi ha sempre affascinato la tecnologia, nel mio lavoro mi affido a macchine elettroniche come robot e stampanti in grado di produrre oggetti tridimensionali partendo da un disegno». E a dirla tutta «volevo proporre questo carro già lo scorso anno, poi ripiegai su L’inganno della sirena che, alla fin fine, ha ingannato pure me…».
Acqua passata, ormai: inutile rimuginare su quell’ultimo posto. L’attenzione è proiettata verso il futuro. In tutti i sensi: «Spesso mi domando dove arriverà quest’intelligenza artificiale – prosegue Bonetti – in fondo l’uomo ha i sentimenti, i robot no».
Eppure in “Blade Runner” s’ipotizzava la presenza di androidi come Rachael, che s’innamora del protagonista Rick Deckard, in grado di provare emozioni. «È uno dei film che, insieme a ‘Ex Machina’, mi ha ispirato per questo carro – aggiunge Bonetti – ma, per quanto stiano avendo un’evoluzione esponenziale, non credo proprio che le macchine ci sorpasseranno: è l’uomo che comanda».
IL CARRO
Certo che quel faccione di donna è proprio grande… «Ci credo, c’è solo quello», replica lui a mo’ di battuta. Non troppo, però: per quanto sia effettivamente l’unico elemento figurativo di spicco della costruzione, il grande volto femminile presenta dimensioni ragguardevoli. È un mezzobusto di circa dieci metri e con il copricapo a raggiera raggiungerà una larghezza totale di sedici. «Quando il carro uscirà dall’hangar, poi, la struttura si alzerà di circa un paio di metri in modo che abbia un movimento basculante – illustra Bonetti – sarà tutto incentrato sulla testa». Dalla quale uscirà un cervello sagomato che, in un tripudio di luci e colori, rappresenterà l’intelligenza artificiale: «Inizialmente avevo pensato di metterci dentro anche qualche figurante in carne e ossa – rivela Bonetti – poi però per problemi di sicurezza ho preferito rinunciare».
Non solo volto femminile, comunque: completa la scenografia del carro una parete di cubi con in rilievo circuiti, processori dei computer, chip e varie componenti elettroniche, il tutto con un massiccio uso di verde fluo. Non mancheranno, poi, figure d'appendice ai lati della costruzione come molecole, atomi e filamenti del Dna. La colonna sonora abbraccerà un vasto repertorio, da Robert Miles ai Daft Punk, mentre i figuranti indosseranno costumi futuristici.
Simone Pierotti
(1 - continua)
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