Il presidio
L’erosione della spiaggia apuana preoccupa Forte dei Marmi
Il Gruppo di opinione di via Versilia: «A cosa servono i pareri degli scienziati sul ripascimento se poi non vengono ascoltati?»
FORTE DEI MARMI. «Le notizie per l’esordio di questo 2020 sul fronte erosione della spiaggia non sono buone, anzi a dire il vero davvero pessime: a Ricortola di Marina di Massa sono stati letteralmente mangiati altri dieci metri di spiaggia e la situazione, come riferiscono le cronache e gli operatori turistici, è davvero tragica, anche nell’ottica della stagione che verrà. E questo nonostante che la Regione abbia speso recentemente nell’area apuana ben 175mila euro per arginare i fenomeni di erosione della costa». A denunciare la preoccupante situazione di questi giorni sulla vicina spiaggia apuana è Vivaldo Tonini del Gruppo di Opinione di via Versilia.
«L’ultimo Forum sull’erosione della spiaggia che si è tenuto a Forte dei Marmi, - prosegue Tonini - aveva stabilito che si dovesse ricorrere al ripascimento delle zone erose con sabbia prelevata intorno al molo del porto di Marina di Carrara e al largo di Viareggio, e questo ogni volta che fosse necessario, perché, disse in quei giorni il professor Mauro Rosi, promotore del Forum, neppure un granello di ghiaia deve essere più depositato in mare giacché le opere a protezione dell’arenile, come i pennelli di massi in pietra, non fanno altro che spostare l’erosione da nord a sud. Ci sembrava che questo messaggio-verità fosse stato ben recepito dalle istituzioni e da chi i danni li subisce. Anche se il presidente dell’associazione dei campeggi apuani Ageparc ha ora dichiarato che la mareggiata e l’erosione conseguente sono un campanello d’allarme e dobbiamo lavorare per capire come intervenire e combattere questo fenomeno naturale, dicendosi disponibile a incontrare, su questo tema, la sua amministrazione comunale e la Regione. Viene però a questo punto da domandarsi – conclude Tonini – se quello che è stato detto al Forum - con tanto di scienziati stranieri del settore e di esperti universitari - non è servito per indicare il percorso da seguire, cos’altro si può fare. Davvero le indicazioni scaturite sono state affidate al vento? Il povero cittadino non si raccapezza più e qualcuno dovrebbe spiegare il da farsi, se a oggi, premessa la complessità della questione, si ha chiaro una volta per tutte che cosa fare». —
R.F.
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