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Versilia

il curatore della donazione 

Gigli: «No al restauro per opera del cantiere Seven Star di Pisa»

D.F.
Gigli: «No al restauro per opera del cantiere Seven Star di Pisa»

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VIAREGGIO. La prima domanda per Roberto Gigli, curatore della donazione di Turcato alla città, il giorno dopo l’esplosione del caso delle “Oceaniche”strappate da piazza Puccini per essere destinata al deposito comunale prima e al magazzino dell’impresa Sasit a Torre del Lago, è se abbia avuto contatti con il sindaco o l’amministrazione comunale. «Si sono ben guardati dal cercarmi, dopo il colpo di mano della rimozione», è la risposta. Netta.

Gigli parla senza mezzi termini di «danno erariale» compiuto dalla amministrazione in carica rimuovendo l’opera dalla sua collocazione naturale. Ed aggiunge: «Appare chiaro che c’era la volontà di togliere l’opera».

D’altra parte - aggiunge Gigli - «che aria tirava per le “Oceaniche” si era già visto in passato, quando furono posizionati ai piedi dell’opera i cassonetti dei rifiuti».

Ma, oltre alla scelta dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, Gigli ha un altro cruccio: «Ho letto la proposta del cantiere navale Seven Star per il restauro a titolo gratuito. Acconsentire all’offerta vorrebbe dire ripetere l’errore che è stato fatto dieci anni fa, quando l’opera è stata restaurata ed è stata sbagliata la base». Il sotto in ferro «è effettivamente arrugginito», ma l’opera è fatta per reggere al vento: «I vari elementi sono realizzati in alluminio di 1 centimetro d ha uno scheletro interno che la tiene». Tanto che l’opera ha resistito ai lavori per il rifacimento della piazza, all’utilizzo dei mezzi pesanti, all’intervento di posa del nuovo travertino. Fino a che non è stata rimossa, sotto le festività natalizie e - così si racconta - di notte.

Roberto Gigli sta valutando - come già annunciato al Tirreno - possibili azioni ad ogni livello a tutela dell’opera di Turcato e della memoria della donazione effettuata dall’artista alla città di Viareggio. «Devo consultarmi con l’avvocato Enrico Marzaduri, professionista di gran valore ma anche molto sensibile all’arte ed esperto ala massimo delle regole del settore».

In particolare il Codice dei beni culturali che fissa regole precise per spostare e restaurare un bene culturale, di proprietà pubblica o privata che sia. Anche in caso di emergenza non si può prescindere dall’inviare la prescritta comunicazione alla Soprintendenza. —

D.F.

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