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Chiude Teresina l’ultima merceria del centro storico
Era stata aperta negli anni ’50 dalla signora Bazzichi morta lo scorso anno. La nipote: «Noi abbiamo altri progetti»
Seravezza. Stoffe, bottoni, cerniere, filoforti, aghi, cotoni: di qualsiasi cosa ci fosse bisogno la “Teresina” ce l’aveva. Per oltre mezzo secolo, a due passi da piazza Carducci, Teresa Bazzichi aveva venduto nel suo negozio di merceria la stessa tipologia prodotti. Li andava a scegliere direttamente lei in giro per la Toscana, a Firenze o ad Altopascio, per vedere con i propri occhi le stoffe che acquistava per i sui clienti. Nell’alta Versilia la sua piccola bottega era un’istituzione che purtroppo diventerà storia. Infatti, oggi, la “Teresina” di via Roma, nel capoluogo di Seravezza, chiude. Dopo la morte di Teresa, l’attività è stata portata avanti dalla figlia e della nipote che prendere altre strade.
Teresina era una delle più antiche mercerie della Versilia, l’ultima rimasta nel centro storico. Nel 1958 l’attività era stata rilevata da Teresa che per lunghi anni, con l’aiuto della sorella Silvana, l’aveva portata avanti con passione e sacrificio, facendone un negozio solido e un punto di riferimento per il paese e la montagna.
Poi la figlia Rita Puntoni e la nipote Chiara Puntoni hanno mantenuto per anni la bottega di famiglia, coltivando con grande passione e devozione l’ormai rara merceria e mettendo a frutto i preziosi insegnamenti di Teresa, scomparsa nell’estate del 2018. Invece Silvana nel 2020 compie 95 anni, ed è sempre testimone di mezzo secolo di lavoro nel centro storico di Seravezza. La chiusura della “Teresina” rappresenta sicuramente una perdita per il tessuto commerciale del paese, ma nella mente dei seravezzini resterà indelebile il ricordo di Teresa. È anche l’emblema di un epoca in profonda trasformazione. «Mia mamma Rita è in pensione – spiega Alessandra Luisi, nipote di Teresa – mentre noi nipoti abbiamo preso altre strade perciò abbiamo deciso di cessare l’attività. Ad inizio anno l’avevamo messa in vendita ma nessuno si è fatto avanti». Alla famiglia rimane inoltre il fondo. «Mia nonna ha avuto la tenacia di portare avanti questo punto vendita. Quando avviò la merceria, nello stesso anno, rimase vedova con a carico un figlio di 3 anni, Carlo, e mia madre di 10 mesi. L’aiuto della sorella Silvana fu prezioso». —
T. B. G
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