Il Tirreno

Versilia

LE POLITICHE TURISTICHE E LA TASSA DI SOGGIORNO

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Nasce all’insegna di tasse e balzelli il neonato ambito turistico della Versilia. Il nuovo strumento che dovrà servire a far parlare un’unica lingua ai sette comuni in materia di turismo, dopo mesi e mesi di gestazione, comincia finalmente ad emettere i suoi primi vagiti. Ma il primo atto concreto su cui i sindaci hanno trovato un accordo ha il sapore amaro della beffa. Già, perché in attesa di veder partorire un unico cartellone estivo degli eventi o di programmare una promozione comune in un territorio frantumato in mille campanili, l’unico argomento su cui si è deciso di intervenire più o meno all’unanimità è quello della leva fiscale. Preannunciando l’estensione della tassa di soggiorno a tutti e quattro i comuni costieri della Versilia. Il sindaco di Forte dei Marmi – i cui conti pubblici non sono certo a rischio default - lo farà già dalla prossima estate. Quello di Camaiore – che in un recente passato aveva giurato che non avrebbe fatto ricorso a quest’obolo – ha spostato al 2021 la data della sua introduzione ma si è di fatto rimangiato quella che si è rivelata solo una promessa elettorale. Viareggio e Pietrasanta, invece, del balzello usufruiscono ormai da tempo (e Viareggio ad inizio dello scorso anno lo ha nuovamente ritoccato, naturalmente al rialzo).

Il pretesto per batter cassa non è propriamente dei più convincenti. Se la Versilia del turismo deve parlare una sola voce – è stato detto in sintesi – allora non ci possono essere dei comuni dove la tassa di soggiorno viene applicata e altri comuni dove invece non la si paga. E senza neppure prendere in considerazione per un attimo l’ipotesi di toglierla dove già esiste, si è magicamente deciso di introdurla laddove non c’era ancora. Scatenando le vibranti proteste degli operatori turistici, che invece dovrebbero essere gli interlocutori privilegiati (e i destinatari) delle politiche portate avanti in seno al nuovo ambito turistico.

Ma c’è di più. Se l’obiettivo dei sindaci (almeno quello dichiarato) era quello di uniformare la Versilia sull’applicazione della tassa di soggiorno, il risultato difficilmente potrà dirsi centrato. Annunciando l’introduzione del balzello, infatti, sia Forte dei Marmi che Camaiore hanno già sottolineato come la tassa sarà applicata in certi periodi dell’anno ma non in altri e con modalità “personalizzate” a seconda delle esigenze. Per cui a giugno la tassa la si pagherà in un comune ma non in un altro, mentre ad agosto avrà un prezzo più alto in una località rispetto ad un’altra. E così, alla fine, ciascuno finirà per fare come gli pare. Insomma, al primo vero banco di prova il nuovo ambito turistico della Versilia non sembra partire con il piede giusto. Trovandosi d’accordo solo sulla scelta di introdurre una nuova tassa anche dove non c’era.

Viene da chiedersi cosa potrà succedere quando le scelte da fare dovranno scardinare decenni di politiche all’insegna delle divisioni di campanile. —

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di Redazione web