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Versilia

gli avvocati di parte civile 

Carloni: «È incidente sul lavoro» Nicoletti: «Valutazione rischi elusa»

D.F.

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VIAREGGIO. È «indubbio» che l’intero disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno di dieci anni fa, sia avvenuto «nel corso dello svolgimento della attività lavorativa del trasporto per ferrovia e costituisce un rischio “tipico” che l’imprenditore ferroviario è chiamato a governare». Tutelando - così i giudici della Corte d’Appello di Firenze su uno dei punti più discussi nel corso dell’iter processuale di primo e secondo grado, «in primo luogo i dipendenti propri, di altre imprese ferroviarie, e del gestore della rete ferroviaria. Ma, in secondo luogo ed altrettanto direttamente, tutti coloro che trovandosi per qualunque motivo legittimo e noto nei pressi del treno nel momento del deragliamento, prevedibilmente ne verrebbero travolti (passeggeri di quel treno o di uno incrociante, persone circolanti su strade adiacenti alle ferrovie, occupanti di edifici vicino ai binari».

Incidente sul lavoro, dunque, ed obbligo di tutela nei confronti dell’intera rete e di ciò che la circonda, così le motivazioni della sentenza d’appello. Ed allora, così l’avvocato Riccardo Carloni (studio Carloni-Marzaduri) «adesso largo ai controlli Asl in materia di sicurezza in ferrovia, perché le ferrovie, dunque, non sono più un paese a “statuto speciale”». Alla luce delle motivazioni delle sentenza d’appello, sottolinea Carloni, viene riconosciuto a carico dell’ex amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, «un abuso di direzione e coordinamento».

Carloni, nel primo commentare le motivazioni fresche di deposito, ricorda come si sia rivelata del tutto vincente la consulenza affidata dal suo studio al torinese Paolo Rivella, che la holding Fs ha “rivoltato” per lungo e per largo, portando all’attenzione della Giustizia le prove delle responsabilità dello stesso Moretti nel disastro ferroviario di Viareggio.

I familiari delle vittime del disastro ferroviario, riuniti nell’associazione “Il mondo che vorrei”, stanno leggendo le motivazioni e si riservano di intervenire pubblicamente nei prossimi giorni. L’avvocato Tiziano Nicoletti, subentrato dopo il primo grado al collega Maurizio Dalla Casa come legale della associazione, commenta: «Da una prima sommaria lettura delle motivazioni emerge chiaramente che le società del gruppo Ferrovie dello Stato, e per loro gli amministratori condannati, non hanno mai effettuato una adeguata e concreta valutazione dei rischi». Valutazione che, «se effettivamente svolta, avrebbe impedito il disastro di Viareggio. Con certezza, dice la Corte usando una dizione tecnica ma efficace "ogni oltre ragionevole dubbio". È altresì evidente, che l'obiettivo del risanamento del bilancio delle società del Gruppo Ferrovie, è stato perseguito a discapito della sicurezza del trasporto merci». —

D.F.

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