Il Tirreno

Versilia

l’iniziativa 

Essere nonno? Una scelta «Così facciamo del bene ai bimbi e a noi stessi»

Sara Fantinato
Essere nonno? Una scelta «Così facciamo del bene ai bimbi e a noi stessi»

3 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. Chi ha detto che la famiglia è solo quella dell’albero genealogico? Famiglia è tutto ciò che rappresenta un punto di riferimento per un individuo. È proprio questo il messaggio del progetto del Comune di Camaiore “Una nonna per amica”.

Si tratta di un’iniziativa rivolta a tutte le donne over 50 che desiderino dedicare il loro tempo a bambini e ragazzi in carico al servizio sociale. «Ciò che mi ha spinta ad aderire è la possibilità di dare amore» ha affermato la “nonna” Maria Rosa Buratti. «È un’esperienza che accresce non solo i destinatari, ma anche chi partecipa. Dare bene porta del bene e con questo progetto mi sento ricca. Oggigiorno vivere in un clima di serenità è fondamentale e Una nonna per amica contribuisce a diffonderlo».

C’è chi decide di partecipare perché sente la mancanza del proprio lavoro: è il caso di Anna Consani, ex insegnante: «Ciò che mi ha spinta ad aderire è stata la forte nostalgia del mio lavoro, della scuola, ma soprattutto del rapporto con gli alunni. Questa per me è una sfida, ci sono responsabilità maggiori e diverse rispetto a ciò che facevo prima, ma posso affermare che vi è un grande arricchimento non solo per il destinatario ma anche per coloro che aiutano».

Per Loredana Bianchini «è un’esperienza che mi dà grande soddisfazione. Mi occupo perdipiù di far svolgere i compiti ad un bambino straniero, ma non c’è solo la scuola: passiamo anche del tempo libero assieme e vedere come il nostro rapporto stia crescendo mi riempie di gioia».

Una nonna per amica prende ispirazione da progetti nati e sperimentati con successo in Nord Europa e negli Stati Uniti. «L’idea è nata a Monaco di Baviera, dove ho sentito per la prima volta parlare di un’iniziativa chiamata Una nonna in affitto; immediatamente mi sono documentata e da lì è nata Una nonna per amica» ha affermato Simonetta Stefanini, una delle ideatrici del progetto.

Nilo Mattugini, uno dei “nonni” presenti, ha voluto sottolineare l’importanza del nome dell’iniziativa: «La nonna, o meglio i nonni, sono un patrimonio unico e svolgono un ruolo fondamentale nelle famiglie e nella società, sono un vero e proprio punto di riferimento. Ed è proprio questo l’obiettivo: far sì che i ragazzi non si sentano mai soli, bensì circondati da figure per loro rassicuranti».

Una nonna per amica è un progetto che vede l’appoggio da parte di figure professionali esperte, come l’assistente sociale Stefania Puccini che afferma: «È qualcosa che non serve solo ai bambini ma anche alle loro famiglie. Nel sociale le risorse non sono mai abbastanza e perciò oggi con questo incontro, vogliamo rendere l’iniziativa ancora più famosa. Anche piccole disponibilità possono essere per noi estremamente utili». Anche la psicologa Bruna Monticelli ha preso parte al progetto: «Il target è volutamente quello delle donne over 50 per scoraggiare meccanismi di competizione con il genitore biologico. Io svolgo un ruolo di consulenza e di affiancamento durante il percorso. Spero sia l’inizio di una cosa sempre più grande».

Anche coloro che fanno parte da minor tempo dell’iniziativa, sottolineano quanto sia importante la presenza e il sostegno di figure professionali: «A volte è difficile emotivamente, noi in precedenza abbiamo svolto volontariato, ma in modo libero. Il fatto che ci sia questa organizzazione ci fa sentire più confortati». —

Sara Fantinato



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera