Il Tirreno

Versilia

Malato di tumore, la visita salta perché non c’è chi può portarlo

M.T.

La segnalazione di una donna che ha chiamato più volte il 118 «Disposta anche a pagare, ma non c’è stata possibilità»  

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la storia

Malato di tumore, dove essere portato in ospedale per una visita. Ma la sua famiglia non riesce a trovare un’ambulanza che possa trasferirlo da casa al Versilia. «Eravamo disposti anche a pagare, ma non c’è stata possibilità: dovremo chiamare un medico privato per fargli una visita a domicilio», spiegano i familiari.

La vicenda riguarda un paziente viareggino e viene raccontata dalla nuora al Tirreno. Non riveliamo i nomi delle persone in oggetto per tutelarne la privacy.

«Mio suocero – spiega la donna – è anziano e malato oncologico: deve sottoporsi a visite periodiche di controllo come tutti i pazienti nella sua stessa situazione. Ma gli ltimi due appuntamenti in ospedale, che erano in programma il 26 novembre e il 10 dicembre, li abbiamo saltati. Perché non siamo riusciti a trovare un’ambulanza che potesse trasferire mio suocero al Versilia».

La donna afferma di aver contattato più volte il 118, «ma mi hanno spiegato che non avevano la possibilità di mettermi a disposizione un mezzo. Non era mai successo prima. Fatto sta che né a novembre, né l’ultimo appuntamento fissato per questa mattina (ieri, ndr), è stato possibile portare mio suocero dal medico del Versilia».

Il trasporto era stato prescritto dal medico di famiglia, quindi era gratuito.

«Mi sono detta disponibile anche a pagare – afferma la donna – ma neanche così abbiamo trovato un veicolo. La risposta era sempre la stessa: signora, non ci sono persone in grado di garantire tutti i trasporti e quindi anche versare una tariffa non è la soluzione».

A questo punto, spiega la famiglia dell’uomo, non resta che far venire un medico a domicilio. «Non siamo in grado di portare mio suocero in ospedale – dicono – È allettato e sofferente, noi tra l’altro abitiamo in un terzo piano senza ascensore. Vi garantisco che, se ci fosse stato il modo, ci avremmo pensato noi. A questo punto chiameremo un medico a casa perché faccia queste visite di controllo. Costerà, è ovvio, ma non vediamo altre soluzioni». La donna ha deciso di raccontare l’accaduto «per segnalare il problema. Che non è di poco conto».

In Versilia, secondo dati risalenti al 2012, sono circa 30mila gli interventi di emergenza gestiti dal 118. Aggiungendo i trasporti ordinari, che sono poco più di 60.000, si sfiorano i 100.000 interventi gestiti dal 118 in un anno. Che, nello stesso lasso di tempo, riceve 250.000 telefonate. Una mole di lavoro impressionante, che è ovviamente aumentata da quando il Versilia è diventato la centrale 118 di riferimento dell’area lucchese e massese. Tra l’altro, secondo quanto riferiscono le associazioni di volontariato, Lucca è rimasta piuttosto autonomia, riuscendo a garantire le prestazioni con le proprie associazioni sul territorio. Mentre Massa richiede sempre più il supporto delle associazioni versiliesi. —

M.T.



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