Il presidio
Le parole dei suoi ragazzi: «Ti porteremo nel cuore»
lucca. «Don Diomede è il padre storico del Villaggio del Fanciullo, fino alla settimana scorsa era stato a tavola con i ragazzi...». Le parole sono di don Leonardo Della Nina, parroco di Torre del Lago che da sei anni ha raccolto il testimone di don Diomede Caselli assumendo l’incarico di direttore del Villaggio del Fanciullo. Dal 2014 infatti, don Diomede non aveva più incarichi formali in quella casa che aveva “costruito” quasi 70 anni fa ma nella quale comunque continuava ad abitare lì. Anche in quest’ultimo periodo, quando le sue condizioni di salute si erano aggravate per via dell’età che avanzava, non aveva abbandonato i “suoi” ragazzi e se si sentiva bene amava trascorrere del tempo con loro. «Era di fatto il nonno di tutti i ragazzi - ha aggiunto Della Nina - dando il suo aiuto a farci vivere una bella atmosfera di familiarità. Quando sono arrivato sei anni fa don Diomede di anni ne aveva 87 ed era ancora molto attivo. Aveva molto a cuore l’educazione umana dei ragazzi ma anche il rispetto delle persone e delle cose. Continuava sempre a ricordare l’origine cristiana del Villaggio e quanto Dio fosse una presenza importante per questo luogo e per la vita dei ragazzi».
Attualmente, al Villaggio del Fanciullo, sono ospitati una decina di bambini, la maggior parte minori non accompagnati, e otto ragazzi maggiorenni che sono in “fase di uscita”. Uno di loro, Tahsim Mezi, 19 anni, ricorda così don Diomede: «All’età di 13 anni mi hai accolto nella tua grande famiglia, hai aperto le braccia e hai detto: “Benvenuto”. Da lì ho capito che sarei stato al sicuro. Grazie Don!».
Anche Mohamed Hamdaoui, 20 anni, di origine marocchina e di fede musulmana, ricorda con molto affetto don Diomede; Mohamed è arrivato al Villaggio che di anni ne aveva 11. «Caro Diomede - scrive il giovane - non sei stato solo un prete straordinario ma anche una persona dal cuore d’oro. Mi hai insegnato molte cose che mi aiuteranno nel corso della vita. Sei stato la mia guida, la mia forza, un angelo travestito da uomo. Purtroppo non ti vedremo più in mezzo a noi ma so che le persone non muoiono mai se le hai nel cuore. Possiamo perdere la tua presenza, la tua voce ma ciò che abbiamo imparato da te, ciò che ci hai lasciato, questo non lo perderemo mai». Anche Graziano Valobonsi, presidente dell’associazione “Amici del Villaggio del Fanciullo” che mette insieme un centinaio di volontari iscritti (ndr, i più attivi sono una trentina), ricorda il parroco scomparso all’età di 93 anni. «Lo conoscevo dal lontano 1961 - racconta Valobonsi - quando cominciai le scuole a Lucca. Poi ci siamo incontrati al Villaggio del Fanciullo: io ero ancora studente ma seguivo i ragazzi. Don Diomede - continua - aveva un carattere forte, deciso ma ragionevole. È stato un padre per tanti. Era molto colto e arrivò al Villaggio nei primi anni cinquanta quando ancora c’erano le tende nel baluardo che accoglievano centinaia di ragazzi che avevano perso i genitori nella guerra». —
Federica Scintu
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