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Versilia

CONSIGLIO COMUNALE 

Il progetto del sindaco: la nautica minore ormeggerà nel Burlamacca

Il progetto del sindaco: la nautica minore ormeggerà nel Burlamacca

Per Luca Poletti (Pd) la soluzione è «il porto a secco» per accogliere le imbarcazioni dai 5 ai 12 metri Ma del nuovo Piano regolatore portuale si parlerà dopo le elezioni

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VIAREGGIO. “Quella macchina qua devi metterla là, quella macchina là devi metterla qua” perché “c’è da spostare una macchina”, era il ritornello di una nota canzoncina di fine anni Ottanta. Ecco, il dibattito su dove collocare la nautica minore (barche tra i 5 ed i 12 metri circa) sembra un po’ viaggiare su queste note. «Ci dica il sindaco dove prevede di collocare il diporto minore», chiedono i diportisti della Cooperativa “Porto turistico”. Che aggiungono: «Continua a non dirlo e questo ci preoccupa e ci convince sempre di più che l’operazione di abbandono e deperimento della Madonnina sia stata programmata e voluta, proprio per allontanare più barche possibili ed iniziare ad immettere i grandi yachts».

Del posto ideale per la nautica minore ha parlato in consiglio comunale il capogruppo del Pd, Luca Poletti, che per conto della Provincia ha partecipato anche ai comitati portuali della Authority regionale: «Nel porto di Viareggio c’è una presenza di una nautica cosiddetta minore che fa parte della storia della nostra città. L’equilibrio che era stato proposto nel Piano regolatore portuale in essere e che sarà proposto di modificare. Madonnina accoglieva alcune imbarcazioni e quello che si perdeva alla Madonnina veniva recuperato al Triangolino. Oggi la situazione va un po’ riconsiderata. Perché nelle proposte che vengono avanti nella Variante al Piano regolatore portuale e che mi sento di condividere c’è che il Triangolino possa essere uno spazio che accoglie imbarcazioni da 40-50 metri». In questo nuovo scenario che l’Autorità portuale regionale va disegnando per la nautica minore la destinazione sarà «il porto a secco», sono le parole di Poletti in consiglio comunale, «anche per migliorare la presenza delle barche lungo il canale Burlamacca».

Alla domande del Tirreno su quale sia la destinazione che l’amministrazione comunale ipotizza oggi per le barche da diporto più piccole - dal gozzetto, appunto, alla vela che non superi i 12 metri di lunghezza - il sindaco Giorgio Del Ghingaro risponde senza esitazioni: «Il Canale Burlamacca». Che un tempo era stato destinato ai pescherecci e, oggi, è soggetto ad una delibera di indirizzo del Comitato portuale, datata 2015, secondo la quale si prevede che «entrambe le sponde del canale Burlamacca, nel tratto ricompreso fra il ponte della ferrovia ed il ponte di via Burlamacchi, nonchè l'area demaniale a banchina antistante possano essere destinate, per una maggiore efficace gestione amministrativa del demanio portuale al rimessaggio ed all’ormeggio di unità da diporto da affidare in regime di concessione demaniale marittima rimanendo comunque non consentita la realizzazione di alcuna nuova opera». La concessione al momento non c’è e nel Burlamacca si ormeggia previa comunicazione alla Capitaneria di porto con meccanismi che - sia pur in misura decisamente minore che in passato - inducono i diportisti a ritenere di poter disporre di un posto barca gratuita di fatto a vita.

Per avere una discussione pubblica della Variante al Piano regolatore portuale che l’Authority del segretario Fabrizio Morelli sta redigendo, però, sarà necessario attendere la fine della campagna elettorale per le amministrative 2020. —

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