Il Tirreno

Versilia

I condhotel? Materia da maneggiare con estrema cura

Angelo Petri

Il presidente Corchia fa il punto su passato,  presente e futuro degli alberghi al Forte 

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L’ANALISI

I condhotel sono una grande opportunità che al Forte potrebbe aiutare a far riaprire i grandi alberghi chiusi da anni: dal Paradiso al mare all’Alcione, dal Mirabeau all’Hotel Franceschi. «Il fatto è – precisa però lo storico presidente di Federalberghi Paolo Corchia – che è materia da maneggiare con estrema cura, soprattutto se la si guarda nella prospettiva Forte dei Marmi e cioè di una località prestigiosa che non può certo permettersi di abbinare nella sua offerta mini-appartamenti a una proposta meramente alberghiera, com’è nello spirito della nuova legge sui condhotel». Che altro non sono che un tipo di albergo che oltre a fornire le normali stanze per la ricettività alberghiera ha anche appartamenti con cucina autonoma vendibili a privati che, a loro volta, possono, tramite l’hotel stesso, cederli temporaneamente a altri clienti.

Il futuro. «Al convegno a Villa Bertelli non sono voluto intervenire - continua Corchia - perché ancora non c’è chiarezza sulle clausole applicative e anche la Regione in realtà ha interpretato ridimensionando molto la questione e riducendo al 40% della superficie netta delle camere quella utilizzabile per gli appartamenti. Comunque il tema è caldo e vogliamo essere parte attiva quando il Comune delibererà in merito, anche perché la formula potrebbe aiutare a risolvere i casi di quella pattuglia di alberghi chiusi da tempo. L’importante è che l’offerta residenziale abbinata all’alberghiera sia di livello assoluto e dimensioni appropriate al nostro turismo: sarebbero inaccettabili miniappartamenti e neanche gli angoli cottura mi piacciono in questa prospettiva. Però, ripeto, la formula è interessante perché potrebbe fornire al gestore dell’albergo preziose risorse finanziarie per ristrutturare la parte alberghiera vera e propria. Penso a un caso che sarebbe perfetto, quello delle strutture abbinate Alcione e Mirabeau sul viale Morin: potrebbe essere interessante per la riapertura a hotel dello storico Alcione e per la rinascita del Mirabeau con appartamenti in vendita e gestibili all’occorrenza dall’albergo quando non utilizzati dai proprietari. Non vedo invece la soluzione applicabile agli alberghi più piccoli, perché l’operazione potrebbe non valere l’opportunità per la modestia degli spazi».

Il passato. Sugli alberghi chiusi da anni, Corchia sottolinea che «al momento come associazione di categoria non sappiamo nulla di più di quanto sia emerso in questi anni: le strutture sono ferme, e le varie proprietà non si sa a cosa mirino o cosa attendano. Forse dovrebbe partire un’iniziativa del Comune nel saggiare prima le intenzioni e nel concedere, poi, il giusto per concludere le ristrutturazioni e salutare il ritorno sul mercato turistico cittadino di queste infrastrutture storiche».

Il presente. Sulle prenotazioni di fine anno, ad ora ci sono al Forte 6-7 strutture alberghiere aperte. «Non ci siamo ancora riuniti e quindi non conosco nel dettaglio le diverse situazioni - dice Corchia - ma quest’anno potrebbe esserci tanta concorrenza già dal Ponte dell’Immacolata, perché la neve è arrivata in anticipo e nelle località sciistiche ci sono le piste aperte. Sarà difficile ripetere l’exploit del 2017». —

Angelo Petri

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