Il Tirreno

Versilia

Stato d’agitazione per gli operai Sea: «A rischio 40 posti»

Cesare Bonifazi
Stato d’agitazione per gli operai Sea: «A rischio 40 posti»

Dopo l’assemblea i dipendenti chiedono un nuovo incontro  per risolvere il nodo del passaggio dei lavoratori a Ersu

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CAMAIORE. Bufera in vista per Sea. I lavoratori, riunitisi lunedì 2 in assemblea sindacale, hanno deciso di dichiarare lo stato di agitazione. Il motivo di questa prima azione sta nella questione Camaiore: in ballo ci sono infatti una quarantina di dipendenti tra Sea Risorse e Sea Ambiente che lavoravano nel territorio camaiorese, adesso appaltato a Ersu, che potrebbero rimanere senza un lavoro.

Adesso i sindacati sono sul piede di guerra perché le due Sea, secondo quanto riportano le sigle, avrebbero annunciato di essere disposti a dare gli elenchi a Ersu solamente dopo l’eventuale sentenza soccombente del consiglio di Stato a cui Sea si è rivolta sollevando l’inammissibilità dell’assegnazione. Un’alea troppo forte secondo i sindacati che invece vorrebbero portare a trattativa i nomi entro il 20 dicembre. Secondo gli accordi infatti Ersu è disposta a far firmare gli operai Sea per il servizio di Camaiore fino all’ultimo giorno dell’anno.

Rispetto alle accuse dei sindacati il presidente di Sea Ambiente Fabrizio Miracolo si ferma a un caustico «Balle», non precisando rispetto a quale argomento.

Il punto è che gli operai adesso sono disposti quasi a tutto: lo sciopero per il momento non è previsto perché la raccolta dei rifiuti è un servizio pubblico essenziale che non può essere interrotto durante le festività natalizie.

«Ma non per questo abbiamo meno strumenti per far valere le nostre ragioni – spiega Michele Massari (Fp-Cgil) – La situazione è divenuta ormai insostenibile. La gente è sconcertata e non si fa una ragione che le parti in causa non trovino un accordo almeno per quanto riguarda il personale, mettendo così a rischio concretamente i posti di lavoro. Crediamo che a questo punto sia necessario che rientri in gioco la prefettura, questa volta in base alla legge 146/90 in quanto trattasi di iniziative sindacali nei servizi pubblici essenziali D’altra parte se non si trova una soluzione entro Natale non si escludono iniziative che facciano riflettere le parti in causa facendo leva soprattutto sul senso di responsabilità di tutti».

Le richieste dei lavoratori sono semplici a questo punto: riaprire il tavolo ci concertazione che era stato chiuso in prefettura e sollecitare nuovamente il passaggio degli operai Sea a Ersu. Una vera e propria corsa contro il tempo, considerando che manca meno di un mese alla fine dell’anno e che Ersu ha già detto che è disposta ad aspettare solamente fino a quella data. I contratti a tempo determinato attualmente in essere infatti scade proprio alla fine dell’anno e, secondo gli accordi, gli operai Sea avrebbero la prelazione su quelli delle graduatorie per il tempo determinato. Ma le lancette dell’orologio sono impietose e il tempo scorre.

«Non riteniamo sia congruo far sottostare la consegna degli elenchi alla sentenza del consiglio di Stato - spiega Massari - perché, secondo quanto ci viene detto da Camaiore, anche se la sentenza dovesse essere sfavorevole a Ersu, l’amministrazione non ha alcuna intenzione di tornare indietro sulla propria decisione. Questo per noi significa che da una parte Sea si troverà con degli eventuali esuberi, dall’altra Ersu si ritrova a dover gestire il servizio sul territorio camaiorese e deve per forza assumere del personale per mandare avanti la raccolta».

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