Il presidio
Il dissesto è realtà Massarosa vota in consiglio tra urla e scambi di accuse
Assemblea infuocata in municipio per la votazione sul fallimento del bilancio di fronte a decine di cittadini
Il Comune è al dissesto. Questo è un fatto. Ormai le opinioni politiche sono un fatto del passato: l’assemblea consiliare di Massarosa si è riunita in un interminabile riunione durata fino alle due per la votazione sulla procedura fallimentare. Un voto sofferto, sia a destra che a sinistra. Di sicuro da quella stanza non è uscito alcun vincitore: non la maggioranza che ha alzato le mani sui conti, la minoranza che ha dovuto incassare il giudizio negativo dei sindaci revisori, ma soprattutto i cittadini che adesso avranno le tasse al massimo e i servizi al minimo. Non appena il presidente del consiglio comunale Claudio Marlia annuncia la discussione sull’ordine del giorno del dissesto, il sindaco Alberto Coluccini tira fuori la fascia: «Lo faccio perché i cittadini devono sapere che anche in questo momento delicato non avranno da temere: avranno un sindaco a tempo pieno che farà in modo che questa procedura, per quanto gravosa per tutti, venga gestita nel modo migliore, nell’interesse di Massarosa - e ha continuato in chiusura di seduta - nello scorso consiglio comunale erano state richieste le dimissioni dell’opposizione: sono state definite irrituali ma io oggi mi chiedo se ci avete pensato seriamente - ha detto rivolgendosi ai consiglieri Rosi, Barsotti e Natali - perché, se non lo avete ancora capito, se ci troviamo in questa situazione la colpa è solo vostra».
Nella lunga discussione che ha preceduto il voto, atteso da decine di cittadini che hanno affollato la sala consiliare fino a fuori il municipio, non sono mancati attacchi incrociati al vetriolo, tra accuse reciproche e veleni.Sotto l’occhio del ciclone ovviamente la minoranza che è stata accusata, in quanto composta dagli ex amministratori del paese, di essere coloro che hanno portato allo squilibrio insanabile dei conti. A nulla sono valsi gli inviti di Francesco Mauro e di Silvano Simonetti, due ex candidati sindaco del centrosinistra, alla prudenza: «Abbiamo ancora qualche giorno di tempo prima che scadano i tempi per presentare un piano di rientro: proviamo a fare il possibile per scongiurare questo disastro».
Meno diplomatica la capogruppo del partito Democratico Simona Barsotti che in un’arringa accesa ha detto: «Quando ho letto che l’intenzione di questa amministrazione era portare questo Comune al dissesto, la mia mente è subito andata a quel comandante, Francesco Schettino, che nel momento in cui la barca stava per affondare ha deciso di abbandonare la Concordia». Un giudizio forte dunque, che nella logica viene seguita anche dal resto dell’opposizione, Cinquestelle esclusi.Vasco Merciadri, il medico pentastellato ed ex candidato sindaco, ha appoggiato in tutto le posizione della maggioranza, rincarando la dose: «Propongo a questo consiglio comunale di indire una commissione d’inchiesta specifica per stabilire se ci siano reati da parte degli ex amministratori o degli uffici che hanno certificato i conti negli ultimi dieci anni».
E se dalla maggioranza non sono mancate accuse sulla gestione dei conti, definita dai sindaci revisori, «approssimativa», la maggiore avversaria del centrosinistra è stata la consigliera Elisa Montemagni che si è scagliata contro l’opposizione: «Sono addirittura stata criticata perché ho dichiarato di non dormire per colpa del dissesto: quello che fa schifo è che invece voi dormiate tranquillamente, come ha detto l’ex sindaco Mungai, quando invece dovreste solamente chiedere scusa a tutti i cittadini. Il vostro modo di gestire i conti fa capire come a voi non sia mai importato niente di Massarosa». —
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