Via libera ai capannoni nel bosco delle pioppete
Il consiglio comunale vota sì all’adozione della variante su via Brenta e via Adda. L’appello dei residenti nella zona: «Non vogliamo finire sott’acqua, ripensateci»
PIETRASANTA. «Non vogliamo finire sott’acqua». Il consiglio comunale, a maggioranza, dice sì all’adozione della variante Le Pioppete – che prevede la realizzazione di capannoni industriali in un bosco di 26mila metri quadrati – ma i residenti di zona – con vista sulle vie Brenta e Adda – non ci stanno e rilanciano. «Siamo e resteremo contrari a questo progetto e per questo speriamo in un ripensamento: lunedì scorso, un gruppo di residenti – fa sapere Elisa Barbato – ha seguito la seduta consiliare con l’auspicio che venisse fatta chiarezza: così non è stato. A inizio dicembre incontreremo il sindaco per un confronto su questo tema che ci preoccupa molto. Sindaco che avremmo incontrato volentieri prima del consiglio, ma non è stato possibile. Detto questo ci siamo sentiti trattare come pecore e non va assolutamente bene. Sia chiaro: non andiamo dietro a nessun partito politico, ma intendiamo tutelare, e lo faremo con ogni mezzo lecito, il nostro diritto di abitare in un contesto che oggi è sicuro dal punto di vista del rischio idraulico e che domani, temiamo, non lo sara più con quei capannoni».
Di tutt’altro parere Paolo Bigi, Lega. «Siamo a favore degli investimenti e del creare posti di lavoro. Ben vengano società, come quella che si è proposta per realizzare l’intervento alle Pioppete, e che opera nel settore lapideo, che ha appunto voglia di investire a Pietrasanta. I residenti possono però stare tranquilli: vigileremo sugli interventi mentre al centro-sinistra, che oggi contesta, ricordo che aveva confermato questa previsione nel piano che loro stessi avevano redatto. Non sarebbe male che ogni tanto ammettessero i loro errori pregressi invece di seminare odio». A favore della variante anche Daniele Mazzoni, Siamo Pietrasanta («perché era nel nostro programma elettorale: è chiaro che l’amministrazione dovrà gestire bene la fase degli interventi») e Fratelli d’italia («lo vediamo come un’occasione importante per l’insediamento di di nuove attività produttive – fanno sapere Michele Balderi e Giulio Battaglini –, ma il sindaco vigili sotto il profilo idraulico per dare serenità ai residenti»).
L’idea dei capannoni è invece bocciata dal Pd. «L’amministrazione lavora per abbattere un bosco di oltre 26mila mq nel cuore della Versilia: un cuscinetto naturale tra l’area industriale del Portone e le molte abitazioni delle vie Brenta e Adda – è il pensiero di Ettore Neri e Nicola Conti. Di fatto Giovannetti non ha saputo rispondere alla domanda di chi pagherà la svalutazione economica delle abitazioni che si ritroveranno capannoni industriali a pochi metri. Rialzando tutto il lotto di oltre 65 centimetri, edificando capannoni per 18 mila mq e realizzando opere idrauliche sotto la falda la preoccupazione dei residenti di finire sott’acqua è più che fondata. Fra l’altro è difficile individuare l’interesse pubblico in questa variante urbanistica». —
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