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Scuola di Quiesa chiusa La minoranza: la giunta annaspa senza soluzioni
massarosa. Nei giorni scorsi il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini è apparso in video sui social spiegando il proprio punto di vista sulla chiusura della scuola di Quiesa e rimandando al mittente le accuse di chi dice che la mossa di non mettere ancora mano al plesso sia «solamente strumantale e politica».
Ma le spiegazioni del primo cittadino non ha convinto i consiglieri del centrosinistra che anzi rilanciano le accuse criticando pezzo per pezzo le dichiarazioni di Coluccini.
«Afferma nel video - dicono dalla minoranza - che lui stesso per primo non conosce ancora bene la situazione finanziaria dell'ente, e questo dopo cinque mesi e dopo aver speso quasi 40mila di consulenze esterne proprio per farsi spiegare la situazione del comune. Tra pochi giorni il sindaco dovrà presentare il piano di riequilibrio. Per l’esattezza entro il 30 novembre il piano di riequilibrio deve essere approvato dal consiglio comunale. Prendiamo atto che il sindaco Coluccini dichiara pubblicamente che non sa ancora cosa che pesci prendere».
Coluccini nella diretta Facebook spiega la situazione anche degli altri plessi annunciando che «valuterà se e come intervenire sulla base delle eventuali problematiche che emergeranno , ma solo quando avrà finalmente le idee più chiare sulle finanze dell’ente».
E qui il centrosinistra attacca di nuovo: «Tradotto in italiano vuol dire che annaspa senza avere soluzioni e che dopo la non riapertura di Quiesa, altri plessi dovranno chiudere, perché di fatto c'è la volontà di ridurne il numero. Vogliamo proprio vedere i vari consiglieri della maggioranza quando andranno nelle proprie frazioni a dire ai cittadini che si chiudono le scuole e si vendono i campi sportivi. Infine - continua la nota della minoranza - invita ad abbassare i toni. Messaggio condivisibile, se non fosse che proprio la sua lista civica è uscita sui social pochi giorni fa insultando genitori e insegnanti della scuola di Quiesa. Coluccini secondo noi in realtà chiede pubblicamente di non disturbare il manovratore, se però l’invito del sindaco ad abbassare i toni è in qualche modo giusto, lo è a patto che lo rivolga per primo a sé stesso». —
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