Italia
Aurelia cattivo biglietto da visita per la città
Capannoni abbandonati, marginetta sommersa dai rovi, autovelox, viabilità a rischio e il degrado dell’ex Pio Campana
PIETRASANTA. Come cartolina d’ingresso di Pietrasanta sicuramente si potrebbe, e si dovrebbe, sperare in qualcosa di più gradevole. Perché se il benvenuto di una comunità scorre lungo una strada - in questo caso la via Aurelia direzione Viareggio/ Massa - ecco quella che si snoda dalle curve di Motrone fino al ponte della Madonnina rasenta, premessa la metafora, l’ostilità. Una strada poco sicura, generosa per capannoni o scheletri di capannoni talvolta in stato di disuso, un autovelox che ha arricchito le casse comunali - azzerando ribattono dal palazzo gli incidenti - e che è spauracchio per chi è alla guida di un qualsiasi mezzo motorizzato, un centro del verde, quello griffato a suo tempo da Giovannelli, da anni chiuso a doppia mandata alla clientela. E un crocevia, quello all’altezza del supermercato Conad, complicato e reso più a rischio dalla superficialità dell’automobilista in entrata e in uscita.
A rendere lo scenario ancora più desolante è lo stato, attuale, dell’ex Pio Campana - gestito dalla Pietrasanta Sviluppo e di proprietà comunale - trasformato in un parcheggione di camion di Ersu e ancora di mezzi del luna park appena arrivato in città. E se i camion di Ersu si trovano in sosta in questa sede in via provvisoria - in attesa di essere riaccolti in uno spazio al momento oggetto di lavori - l’erba alta che fa da cornice all’ex Pio Campana è l’ennesimo sgualcito biglietto da visita di una città che mentre promuove e celebra all’estero con varie iniziative, il proprio marchio griffato arte e cultura e buon mangiare, dall’altro farebbe bene a dare uno sguardo anche al “cortile di casa” che non sembra essere dei più decorosi. Brutta a vedersi, anche se ormai quasi non si vede più, è anche la marginetta divorata dai rovi e dal degrado che si affaccia de parti del ponte della Madonnina o via Santini che dir si voglia: anche in questo caso i buoni propositi, leggi recupero dell’area in questione - Pierotti, ndr - che doveva diventare uno spazio a uso abitativo e ancora uffici e, addirittura, ospitare un albergo, non si sono tradotti in atti concreti. Quanto previsto dall’allora regolamento urbanistico non ha avuto alcun seguito. E la Madonnina della marginetta che andava recuperata rivalutando in questo modo la porta d’ingresso alla città è sfiorita, come detto, fra i rovi e l’incuria. Nell’attesa sarebbe già significativo, e soprattutto utile in chiave viaria, realizzare le due progettate rotatorie lungo l’asse dell’Aurelia compresa la messa in sicurezza delle curve di Motrone che, nonostante gli apprezzabili e attuali correttivi, resta zona di transito ad alto rischio. —
Luca Basile
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