Il Tirreno

Versilia

COSA NON VA 

Aurelia cattivo biglietto da visita per la città

Luca Basile
Aurelia cattivo biglietto da visita per la città

Capannoni abbandonati, marginetta sommersa dai rovi, autovelox, viabilità a rischio e il degrado dell’ex Pio Campana

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PIETRASANTA. Come cartolina d’ingresso di Pietrasanta sicuramente si potrebbe, e si dovrebbe, sperare in qualcosa di più gradevole. Perché se il benvenuto di una comunità scorre lungo una strada - in questo caso la via Aurelia direzione Viareggio/ Massa - ecco quella che si snoda dalle curve di Motrone fino al ponte della Madonnina rasenta, premessa la metafora, l’ostilità. Una strada poco sicura, generosa per capannoni o scheletri di capannoni talvolta in stato di disuso, un autovelox che ha arricchito le casse comunali - azzerando ribattono dal palazzo gli incidenti - e che è spauracchio per chi è alla guida di un qualsiasi mezzo motorizzato, un centro del verde, quello griffato a suo tempo da Giovannelli, da anni chiuso a doppia mandata alla clientela. E un crocevia, quello all’altezza del supermercato Conad, complicato e reso più a rischio dalla superficialità dell’automobilista in entrata e in uscita.

A rendere lo scenario ancora più desolante è lo stato, attuale, dell’ex Pio Campana - gestito dalla Pietrasanta Sviluppo e di proprietà comunale - trasformato in un parcheggione di camion di Ersu e ancora di mezzi del luna park appena arrivato in città. E se i camion di Ersu si trovano in sosta in questa sede in via provvisoria - in attesa di essere riaccolti in uno spazio al momento oggetto di lavori - l’erba alta che fa da cornice all’ex Pio Campana è l’ennesimo sgualcito biglietto da visita di una città che mentre promuove e celebra all’estero con varie iniziative, il proprio marchio griffato arte e cultura e buon mangiare, dall’altro farebbe bene a dare uno sguardo anche al “cortile di casa” che non sembra essere dei più decorosi. Brutta a vedersi, anche se ormai quasi non si vede più, è anche la marginetta divorata dai rovi e dal degrado che si affaccia de parti del ponte della Madonnina o via Santini che dir si voglia: anche in questo caso i buoni propositi, leggi recupero dell’area in questione - Pierotti, ndr - che doveva diventare uno spazio a uso abitativo e ancora uffici e, addirittura, ospitare un albergo, non si sono tradotti in atti concreti. Quanto previsto dall’allora regolamento urbanistico non ha avuto alcun seguito. E la Madonnina della marginetta che andava recuperata rivalutando in questo modo la porta d’ingresso alla città è sfiorita, come detto, fra i rovi e l’incuria. Nell’attesa sarebbe già significativo, e soprattutto utile in chiave viaria, realizzare le due progettate rotatorie lungo l’asse dell’Aurelia compresa la messa in sicurezza delle curve di Motrone che, nonostante gli apprezzabili e attuali correttivi, resta zona di transito ad alto rischio. —

Luca Basile

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