Il presidio
La Corte dei Conti boccia due bilanci di Massarosa
Nel mirino gli anni 2015 e 2016 sui quali viene formulato più di un rilievo. «La situazione finanziaria dell’ente è problematica»
massarosa. Secondo la Corte dei Conti c’è ben più di un problema sui bilanci. Ad essere messi sotto la lente sono i conti per gli anni 2015 e 2016. E il responso pende decisamente a favore dell’attuale sindaco Alberto Coluccini che da tempo denuncia «gravi irregolarità» nel bilancio. Le stesse evidenziate anche dall’ente rispetto al disavanzo di amministrazione. «La situazione finanziaria dell’ente è problematica», scrive testualmente la delibera. Il comune ha un disavanzo effettivo di quasi sette milioni di euro nel 2014, soldi che nell’anno successivo è risultato ancora più elevato di quello precedente. Questo aggravamento, si legge, è derivato «dalla gestione , cioè dal disavanzo non derivante dalle operazioni di riaccertamento straordinario dei residui». La situazione peggiora ancora nel 2016 perché «oltre ad essere aumentato il disavanzo complessivo (il saldo negativo della quota disponibile è peggiorato di un milione e 700mila euro) è stato riscontrato anche un aumento di quasi due milione di euro della componente del disavanzo derivata dalla gestione ordinaria».
Per concludere si legge che a tutto questo si è aggiunta «la presenza delle difficoltà dei flussi di cassa, evidenziata dal costante ricorso alle anticipazioni di tesoreria e dal mancato rimborso delle stesse al termine degli anni. Va peraltro evidenziato come la sofferenza di cassa permanga nonostante il ricorso alle anticipazioni di liquidità concesse dalla Cassa depositi e prestiti». Per chi è esperto in materia contabile tutto questo è abbastanza chiaro, per gli altri tutto ciò significa che i soldi non c’erano neanche durante la giunta Mungai e che si prendevano i soldi destinati ai debiti o cose specifiche per pagare le spese correnti.
Ma l’ex assessore al Bilancio, Stefano Natali dà una versione sua della pronuncia: «Ci sono due rilievi - dice in una nota - col primo si chiede di spostare 192mila dal disavanzo straordinario a quello ordinario: un fatto tecnico. Ma si prende atto senza eccepire della delibera che ne ha disposto il recupero, su cui è stato costruito un castello di argomenti circa oneri che il comune dovrebbe fronteggiare. Nel chiedere la correzione di questo errore formale si prende atto della delibera dello scorso luglio che avvia il riequilibrio: come dire decisione vostra, nessuno vi ha obbligato. Col secondo rilievo si chiede di spostare il mutuo di liquidità che il comune assunse nel 2015 in altra parte del bilancio e toglierlo all'indebitamento. Così, per effetto di questa correzione, l'indebolimento del comune, già dimezzato da 20,7 milioni del 2009 a 11 milioni del 2019, scende ancora a 9 milioni, un livello di assoluta virtù. Quando si pronunciano organismi indipendenti i castelli di carte costruiti da Coluccini per giustificare la sua incapacità cadono a terra. Il re è nudo, gli alibi stanno a zero, i nodi vengono al pettine». —
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