Il presidio
Striscioni di protesta per riaprire la scuola di Quiesa
I genitori del comitato: in quattro mesi dall’amministrazione nessuna risposta La minoranza attacca il sindaco: «Ci sono i soldi ma non vengono utilizzati»
«I bimbi di Quiesaa rivogliono la scuola». Se non fosse stato chiaro in precedenza, adesso il messaggio è arrivato a caratteri cubitali. Gli striscioni sono apparsi nella notte tra martedì e mercoledì davanti all’edificio della frazione massarosese, alla fermata del pulmino, alla scuola del capoluogo (poi rimossi). Tutto ampiamente documentato da immagini che ritraggono non solo gli striscioni ma anche i bambini della scuola, anche loro in protesta insieme ai genitori. Non sono mancate in questo senso le critiche da parte di alcuni massarosesi che hanno denunciato come ritrarre i piccoli fosse una strumentalizzazione di un problema politico. Critiche rispedite al mittente dai genitori del comitato di Quiesa: «Non c’è alcuna strumentalizzazione nel ritrarre i bimbi davanti agli striscioni – dicono i genitori della frazione massarosese – perché i problemi e i disagi li vivono principalmente loro ed è bene che questo sia chiaro a tutti. Per questo abbiamo scelto di fotografare i nostri figli. Il punto è che in quattro mesi di chiusura del plesso di Quiesa non c’è stata alcuna comunicazione da parte dell’amministrazione. Il sindaco ci ha ricevuti solamente una volta e ci ha dato vaghe promesse che il problema verrà affrontato entro la fine del mandato. Nel frattempo sembra tutto fermo in attesa dell’esito riguardo al bilancio. Il nostro timore è che, nel caso il Comune vada in dissesto, i disagi aumentino a scapito dei nostri figli. Per questo chiediamo che venga convocata la commissione lavori pubblici e si arrivi al più presto a un progetto, magari utilizzando i fondi di Regione e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che sono lì fermi».
E ovviamente non poteva mancare anche il commento della minoranza di centrosinistra che accusa l’amministrazione di essere in stallo sul problema: «Siamo al fianco dei genitori, degli insegnati e degli alunni che chiedono a gran voce qualcosa di concreto all’amministrazione comunale. La nuova amministrazione, a ormai cinque mesi dall’insediamento, non riesce nemmeno a tentare di dare una risposta che non sia l’ennesimo piagnucolio – fanno sapere in una nota – Il sindaco Coluccini e l’assessore Simonini neanche si curano di relazionarsi con l’ingegner Favilla. Il tecnico incaricato delle valutazioni strutturali ha svolto un eccellente lavoro, che rischia di andare in fumo per incapacità politica. Ci auguriamo che il sindaco si dia una svegliata. Non è stato ancora capace di far convocare dai suoi consiglieri la commissione lavori pubblici alla presenza dell’ingegner Favilla e dei rappresentanti dei genitori, come abbiamo chiesto in più occasioni anche nell’ultimo consiglio comunale». –
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