Il Tirreno

Versilia

IL PONTE DI QUERCETA 

Appello alla Provincia: basta ritardi sul cavalcaferrovia

Tiziano Baldi Galleni
Appello alla Provincia: basta ritardi sul cavalcaferrovia

I consiglieri di Idee in Comune e quello provinciale di Alternativa civica all’attacco  Tarabella e Verona: intervento inserito nel piano triennale delle opere pubbliche

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QUERCETA. «C’è necessità di intervenire perché la situazione è “urgente”. Questo termine lo utilizza nelle relazioni tecniche sia l’ingegnere Raffaello Bartelletti che i tecnici della Provincia di Lucca». Secondo il consigliere provinciale di minoranza Riccardo Giannoni (Alternativa civica centrodestra), che ieri mattina era a Querceta davanti al cavalcaferrovia insieme ad Elena Luisi e Riccardo Cavirani di Idee in Comune, si sta temporeggiando troppo. «Chi ha l’incarico di presidente o di vicepresidente della Provincia ha il dovere di adoperarsi: se mancano le risorse lo si dica chiaramente - redarguisce Giannoni - altrimenti si deve fare di tutto per definire il progetto con il quale portare a casa i finanziamenti».

Giannoni ha fatto richiesta di accesso agli atti in provincia, per sapere a che punto fosse il progetto. A luglio era stato annunciato l'incarico all’ingegnere Bartelletti. «Ma al momento, la richiesta è del 5 settembre, la Provincia non ha ancora fornito dettagli. A questo punto ho dei dubbi che il progetto si stia portando a termine».

Gli ha risposto il sindaco Riccardo Tarabella. «Il progetto di consolidamento strutturale profondo del cavalcaferrovia di Querceta è in corso di stesura - dice - ne ho avuto conferma a più riprese nei colloqui intercorsi a questo riguardo con il presidente Menesini». Mentre lo studio geologico (distinto da quello tecnico) è già stato consegnato, come ha informato Maurizio Verona, vicepresidente della Provincia, spiegando che «le condizioni attuali con le limitazioni non mettono in nessun dubbio il pericolo della struttura, senza bisogno di fare allarmismi».

Tuttavia Giannoni, durante la conferenza stampa di ieri mattina, ha elencato i 10 annunci stampa fatti dalla Provincia da fine 2017. Nei quali via via la somma per rimettere in sesto il cavalcavia è lievitata da 850mila euro a 2 milioni di euro, ma le risorse ancora non ci sono. «Intanto – ha aggiunto Elena Luisi – il cavalcavia è un’infrastruttura datata: nasce nel 1968, la stessa epoca del ponte Morandi. Dopo 10 anni aveva subito lesioni importanti sull’intradosso e sulle pareti laterali». I consiglieri di minoranza di Seravezza è dal 2016 che denunciano lo stato del ponte. E ieri sono tornati a ribadire l’urgenza di una ristrutturazione. «L’amministrazione dovrebbe far sentire la sua voce alta e forte - prosegue Luisi - solo noi abbiamo fatto un esposto in procura, scritto al comando provinciale e ai vigili del fuoco, a Trenitalia e all’Anas. Dopo le nostre azioni si è fatto subito un sopralluogo e da lì è scaturita la chiusura dei marciapiedi laterali. Poi c’è stato il primo intervento blando dalla Provincia». “Idee in Comune” richiama anche al decoro, date le condizioni dei marciapiedi chiusi e delle barriere Jersy.

Però Tarabella assicura: «L’intervento sul ponte è fra le tre priorità assolute dell’intero territorio provinciale: è inserito nel piano triennale delle opere pubbliche e costerà 2 milioni». —

Tiziano Baldi Galleni

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