Il presidio
Vandali imbrattano il muro dello stadio di Torre del Lago
Denis Dallan dei Titani: "chi l’ha fatto non sa cosa abbiamo passato nell’ultimo anno per rimetterlo a nuovo"
TORRE DEL LAGO. «Il fascismo è finito, fate ridere i polli». E sotto, il simbolo dell’anarchia. Vernice nera su parete azzurra, quella esterna dello stadio Ferracci di Torre del Lago. Verrebbe da dire che in realtà fa più ridere chi la notte tra sabato e domenica si è reso protagonista di un gesto tanto becero, perché ha associato un’ideologia politica così odiosa allo sport e più nello specifico a chi - i Titani, la società di rugby artefice della rinascita dell’impianto - si impegna quotidianamente a prodigare valori di matrice lontana anni luce: rispetto, crescita umana e in second’ordine sportiva.
Denis Dallan e i componenti dei Titani faticano a darsi pace. E una spiegazione per quanto accaduto. «Aiutatemi a capire perché – si sfoga l’ex rugbista - forse chi l’ha fatto non sa cosa abbiamo passato nell’ultimo anno per rimetterlo a nuovo». Prima che la società viareggina ne rilevasse la gestione, infatti, il Ferracci versava in condizioni ignominiose, nel più totale degrado, situazione ideale per i vandali che insistevano a profanarlo anche quando non c’era rimasto niente da portar via. Con passione e forza di volontà i Titani sono riusciti nel giro di pochissimo tempo a risistemare lo stadio (sia la parte interna sia quell’esterna), tanto che nel 2020 qui si disputeranno eventi rugbistici di respiro nazionale a livello giovanile. Un’eccezione nel (deprimente) panorama dell’impiantistica sportiva di Viareggio.
«La rabbia dentro è tanta – prosegue Dallan - perché ti senti impotente di fronte a questi scempi, uno sfregio gratuito a chi cerca tutti i giorni di trasmettere i valori importanti della vita. Lo sport dovrebbe abbattere queste barriere. Faremo l’impossibile affinché questi episodi non accadano più». — G.N.
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