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La Provincia chiede al Comune 330mila euro di multe arretrate

La Provincia chiede al Comune 330mila euro di multe arretrate

La cifra che serviva per pagare la metà delle sanzioni elevate non è mai stata accantonata Coluccini: «Mungai ha fatto di tutto per rovinare i conti»

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Massarosa. La strada che attraversa il territorio comunale, la Sarzanese, è provinciale. Ma non per questo i nostri vigili non devo lavorarci. Qui fanno multe, rilievi sugli incidenti e controlli con gli autovelox. Questo significa che se il controllo sul territorio appartiene al Comune, parte del ricavato di quelle sanzioni devono finire nelle casse della Provincia. Dal 2013, 300mila euro. Nel corso degli ultimi anni, secondo quanto riporta l’attuale amministrazione, durante la giunta di Franco Mungai Massarosa non ha pagato quanto doveva. Adesso quindi la Provincia viene a batter cassa. «Tutti i giorni emerge un disastro della precedente amministrazione. Altra tegola da centinaia di migliaia di euro sul bilancio disastrato del Comune di Massarosa». Duro il commento del sindaco di Massarosa, Alberto Coluccini: «La precedente amministrazione ha fatto tutto il possibile per gettare sul lastrico il Comune».

La Provincia di Lucca sollecita infatti la quota (50%) delle multe effettuate dalla polizia municipale di Massarosa sulla via Sarzanese, come prevede l'ex articolo 142 del codice della strada.

Questi fondi che inizialmente sembravano disponibili non sarebbero mai stati accantonati, così come la normativa prevede, dalla passata amministrazione.

«A causa di questa inadempienza – spiega il sindaco – ci troviamo un ennesimo buco di bilancio di 332 mila euro. Sono soldi che ora dovremmo recuperare da altri capitoli di bilancio: un ennesimo danno per i nostri cittadini causato da chi ha amministrato per 10 anni Massarosa portandola verso il dissesto finanziario. Per anni hanno parlato di Comune virtuoso, ora scopriamo quanti debiti avevano nascosto sotto il tappeto».

Nello specifico i 332 mila euro chiesti dalla Provincia sono quelli relativi agli anni 2013 (anno in cui è entrata in vigore la normativa, 60 mila euro), 2014 (75 mila euro), 2015 (75 mila euro), 2016 (32mila euro), 2017 (38 mila euro), 2018 (50mila euro) e 2019 (2mila euro).



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