Il Tirreno

Versilia

Dal Varignano alla Bolivia: le missioni di Padre Tarcisio

Roy Lepore
Dal Varignano alla Bolivia: le missioni di Padre Tarcisio

Il primo parroco del quartiere è tornato per un breve periodo in città E racconterà la sua esperienza a contatto con il popolo Guaranì

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È tornato per un mesetto nella “sua” Viareggio, dove è stato parroco (amatissimo) al quartiere Varignano. Padre Tarcisio sarà presente venerdì 25 ottobre al Museo della Marineria in un incontro organizzato dall'associazione “Amici del Popolo Guarani” con alcuni medici dell'Università di Firenze per far conoscere i progetti in campo sanitario che la Regione Toscana finanzia nella zona del Chaco, sud-est della Bolivia, dove svolge la sua attività di missionario proprio padre Tarcisio.

E' stato il primo parroco della chiesa della Resurrezione al Varignano e per aiutare le sue missioni è stata costituita l'associazione di cui è presidente Stella Del Carlo. «Padre Tarcisio Ciabatti - spiega Stella Del Carlo - è stato anche insegnante al Professionale e guida spirituale della gente del Varignano. Giunse in città nel 1962, sacerdote da solo un anno e subito cercò contatti con la popolazione del quartiere, in particolare con i giovani e con i più bisognosi. Ben presto, fece della parrocchia un luogo di incontro per tutti, dando vita a un processo educativo, non solo cristiano, ma anche culturale e sociale».

Frate francescano, padre Tarcisio è stato ospite per un certo periodo nel convento di S. Antonio, poi decise di trasferirsi al Varignano, in una casa popolare. «Il Varignano-Forcone era ancora “terra di frontiera” - ricorda Stella Del Carlo - c'erano ancora le baracche, le scuole erano le stesse del dopoguerra (edifici vecchi e precari) e si fermavano alle elementari. Molte famiglie campavano con lavori saltuari e precari, l'analfabetismo diffuso non prometteva miglioramenti economici. I bisogni erano tanti e questa parte della città era spesso dimenticata da amministratori e politici. La comunità del Varignano contava allora circa 1000 famiglie, 3900 anime, e Tarcisio cominciò a fare supplenza: mise su un ufficio di assistenza sociale, cui fecero presto riferimento molte famiglie, organizzò con i suoi giovani studenti un doposcuola per bambini e una scuola media serale per adulti. Poi venne la Parrocchia della Resurrezione e cominciò un'altra storia».

La svolta si ha però con la partenza nel 1975 per la Bolivia. «In condizioni a lui avverse, cominciò col fare l'infermiere e soccorrere i più bisognosi, aprendo la sua casa a tutti, dividendo quello che aveva con chi gli chiedeva e chiede aiuto. Ha messo su poste sanitarie su un territorio grande quanto la Toscana, ha organizzato corsi di alfabetizzazione, ha costruito acquedotti e piccole chiese-sale per incontri e scuole, ha messo su la suola Tekove Katu, unica scuola totalmente indigena dell'America Latina, da dove escono infermieri, assistenti sociali e ambientali. La collaborazione con l'Università di Firenze Ospedale di Careggi reparto Malattie infettive e tropicali va ormai avanti da circa 30 anni e da allora la situazione sanitaria nel Chaco è migliorata. E' diventata un esempio per tutta la Bolivia e non solo. Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la sua validità in campo internazionale. Ma ciò che Tarcisio ha fatto è ancora più importante, perché ha contribuito in maniera determinante a far sì che un Popolo, quello Guarani, prendesse coscienza della propria dignità.

Nel 1969 (parlando del Varignano) Tarcisio scriveva così: «Non mi sono potuto esimere dal prendere tali impegni e dall'organizzare attività tipo scuola e assistenza sociale, perché un discorso di vero amore verso questa gente significa prima di tutto renderli liberi e dar loro i mezzi per crearsi la coscienza della loro dignità».

Dopo cinquant’anni queste parole sono ancora attualissime. —



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