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Idea per il convento delle suore: trasformarlo in casa famiglia
L’imprenditore balneare Lorenzi ha scritto al vescovo per cercare di replicare il progetto di assistenza ai disabili realizzato dalla parrocchia di Santa Rita
. Pier Luigi Lorenzi, balneare ed ex consulente del settore lapideo (ora è in pensione), ha scritto al vescovo Paolo Giulietti per chiedere se il convento dove sono ospitate tre suore Agostiniane della Santissima Annunziata potesse essere trasformato in una casa famiglia, simile a quella realizzata dalla Parrocchia di Santa Rita in via Pascoli, grazie alla donazione della proprietaria dell’abitazione. «L’idea di realizzare una struttura del genere al quale avrei collaborato con un gruppo di amici – dice Lorenzi – mi è venuta quando parcheggiando quest’estate accanto alla splendida casa Liberty in via Buonarroti dove si trovano le suore Agostiniane vidi affacciata alla finestra una giovane in bikini che si stava preparando per andare al mare con le amiche. Dai vicini ho saputo poi che le suore in estate conducono un’attività alberghiera con pasti e rientro obbligatorio per le 23. Mi sono rivolto così al vescovo per chiedere se le suore pagassero l’Imu e le tasse comunali, come le altre pensioni che ci sono in via Buonarroti, adeguandosi come gli altri a rispettare queste regole e la risposta del Vescovo è stata sì».
Lorenzi poi si sofferma sullo statuto delle suore Agostiniane che prevede di aiutare gli orfani e nello stesso tempo di attenersi alle indicazioni di Papa Bergoglio per aprire le porte alle persone in difficoltà, «non solo agli emigranti ma anche per esempio ai viareggini».
«È stato a quel punto – aggiunge Lorenzi – che ho avuto l’idea di poter trasformare quel convento che è sicuramente in grado di ospitare oltre le suore anche chi ne ha bisogno in una sorta di Casa Famiglia, come quella in via Pascoli alla quale io stesso ho contribuito in prima persona. Per circa 15 anni in occasione del mio compleanno organizzavo sempre una festa e quel giorno raccoglievo, grazie anche alla generosità dei miei amici, i soldi che ho destinato per contribuire con le altre donazioni alla realizzazione della struttura diretta da don Luigi Pellegrini che è in grado di ospitare persone con handicap. È nata per suggerimento di genitori che hanno chiesto di costruire qualcosa per il futuro, quando loro purtroppo non ci saranno più, in modo che ci sia qualcuno che possa pensare ai loro figli con problemi di disabilità. Per quanto mi riguarda le intenzioni di fare qualcosa di simile ci sono e nello stesso tempo sarei in grado di coinvolgere anche miei conoscenti e amici. Poter utilizzare una struttura già esistente, come il convento delle suore Agostiniane, sarebbe certamente un risparmio dal punto di vista economico, diversamente potremmo anche prendere in considerazione un’altra soluzione. Ringrazio comunque il vescovo per la gentilezza di avere risposto alla lettera che gli avevo indirizzato e sarei felice se potessimo fare qualcosa per chi ha necessità di essere aiutato». –
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