Pensionato ucciso dal crollo di un albero: assolto dirigente comunale
I giudici fiorentini hanno rivisto anche la condanna per l’ex dirigente del Comune Raffaelli: da 28 a 12 mesi
VIAREGGIO. «Nulla di ciò che avrebbero dovuto fare è stato fatto». È stata una sintesi dura, quella del giudice del tribunale di Lucca Valeria Marino, nel riassumere il perché delle condanne inflitte all’ex dirigente del Comune Riccardo Raffaelli (2 anni e 4 mesi) e all’attuale dirigente Franco Allegretti (2 anni) per la morte di Bernardo Piccinelli. Il pensionato di 84 anni che fu travolto e ucciso da un albero caduto in via Zara, a Città giardino, nell’ottobre del 2012. Ieri, a Palazzo di giustizia a Firenze, era il giorno della sentenza per il processo di appello. Che ha rivisto in modo radicale la sentenza di primo grado. . Così che l’architetto Franco Allegretti, dirigente del Comune di Viareggio ancora in forza allo stesso Ente sia pur con compiti diversi da quelli considerati nell’ambito dell’inchiesta, è stato assolto da ogni accusa perché il fatto non sussiste. Insomma, il dirigente pisano - assistito in tutti e due i gradi dall’avvocato Ezio Menzione (Foro di Pisa) - è risultato del tutto estraneo alla tragica morte del pensionato in vacanza a Viareggio. I giudici di appello hanno infatti accolto in pieno la testi sostenuta in aula dal difensore.
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Pena ridotta in maniera sensibile, invece, per l’ingegnere Riccardo Raffaelli, dirigente del Comune oggi in pensione da qualche anno, che nella propria carriera nell’Ente pubblico ha sommato numerosi incarichi di prestigio: da 2 anni e 4 mesi i giudici fiorentini hanno ridotto la pena ad un solo anno. Raffaelli era assistito dall’avvocato Enrico Marzaduri (Foro di Lucca). Ed è certo che le vicenda, per quanto riguarda l’ex dirigente, arriverà fino alla Cassazione.
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Raffaelli ha avuto la responsabilità della gestione del verde pubblico per il Comune di Viareggio dal 2006 al 2011; per poi cederla brevemente ad Allegretti, tanto che nel 2012 il settore era di nuovo nelle mani dell’ingegnere.
I giudici del Tribunale di Lucca, nella sentenza di primo grado, assolsero i funzionari comunali del settore verde pubblico, finiti a processo, stabilendo che non avevano mai avuto poteri decisionali e quindi non potevano essere considerati responsabili.
Si attendono adesso le motivazione della sentenza di Appello per capire cosa ha spinto i giudici fiorentini ad una revisione così importante. —
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