Il presidio
Guardie zoofile indagate, spuntano nuovi testimoni
Uno dei cani per i quali la Procura di Lucca contesta l’illecita sottrazione apparteneva ad un operatore delle forze di polizia
VIAREGGIO. «Ci avevano provato anche con la mia sorella ma non ci sono riuscite»: la notizia della chiusura delle indagini a carico di 12 guardie zoofile dell’associazione “Kronos” moltiplica le testimonianze di chi ha vissuto episodi portati a compimento o meno di cani sottratti ai padroni senza che vi fossero motivi fondanti per l’azione della guardie che agiscono con compiti di polizia giudiziaria. E c’è anche chi si dice testimone di alcuni degli episodi contestati alle guardie indagate, tutte sospese dall’associazione nazionale “Accademia Kronos” in attesa dell’esito della vicenda giudiziaria.
Tra i particolari che emergono relativamente alle indagini condotte dalla Procura di Lucca (gli atti sono firmati dall’ex Procuratore capo, Pietro Suchan, fresco di pensionamento, e dal sostituto Procuratore Salvatore Giannino) anche il fatto che uno degli animali per i quali viene contestato l’illecita sottrazione fosse di proprietà di un appartenente alle forze di polizia.
Gli indagati - nei confronti dei quali la Procura procede per i reati di sostituzione di persona, violenza privata, violazione di domicilio, furto in abitazione, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico - si dicono certi di poter smontare tutte le accuse. Compresa quella di aver cercato di «eludere il provvedimento di sequestro emesso dal pubblico ministero presso il Tribunale di Lucca in data 2 ottobre 2017, la cui esecuzione era stata demandata ai carabinieri di Colle di Compito» nel caso dell’allontanamento dai proprietari del pastore maremmano Oliver, vicenda che è stata un po’ il “cuore” dell’inchiesta che vede tra le parti offese anche la Prefettura di Lucca. —
D.F.
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