Il Tirreno

Versilia

lavoro nella tutela ambientale 

Quota 100 arriva anche al Parco e l’ente torna ad assumere

Tiziano Baldi Galleni
Quota 100 arriva anche al Parco e l’ente torna ad assumere

Già aperto il bando per un perito agrario ma servirà anche un esperto in turismo Sono altre tre le persone che potrebbero andare in pensione anticipata

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seravezza. Nel 2015 il Parco delle Alpi Apuane aveva 24 dipendenti. A fine 2019 saranno 18, compresi i quattro guardaparco. Un organico che è stato decimato dai pensionamenti da una parte e dalla norme nazionali e regionali dall’altra che non hanno poi più previsto assunzioni e quindi di mantenere gli stessi numeri.

Intanto fra il 2019 e il 2020 il Parco assumerà due dipendenti. Per la prima figura il bando è in corso e ci sono state già 111 domande per un posto di categoria C. L’ultimo dipendente andrà in pensione a fine 2019 grazie a Quota 100, la riforma sulle pensioni approvata dal primo governo Conte sostenuto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. Da qui a tre anni, sempre in base a ciò che prevede la cosiddetta Quota 100 (e non quindi con la legge Fornero) ci sono altre tre potenziali figure che potrebbero scegliere la via della pensione anticipata, ma che per il momento non hanno mostrato interesse ad abbandonare il posto di lavoro.

«Abbiamo già bandito il concorso – spiega il direttore del Parco delle Alpi Apuane, Antonio Bartelletti – per sostituire la persona andata in pensione a dicembre 2018. Si tratta di un perito agrario. Un procedimento fatto ovviamente dopo l’apertura della mobilità obbligatoria, per verificare se qualcuno con quelle caratteristiche fosse interessato a spostarsi qui, e poi dopo la mobilità volontaria. In seguito verrà inoltre aperto un altro bando esterno, nel 2020, per ricercare un esperto in attività turistiche».

Tuttavia l’organico dell’ente regionale Parco delle Alpi Apuane, che governa un territorio protetto vastissimo (due province, Massa Carrara e Lucca, e parte di 16 comuni), e si occupa anche di legiferare in tema di cave (quelle contigue e quelle all’interno dell’area parco), non tornerà, per il momento, sopra le 20 unità.

«Con il tempo – prosegue Antonio Bartelletti – hanno stabilito regole, sia a livello nazionale che regionale, e tetti che non possiamo più sperare. Non riusciremo più ad avere quei numeri che appena avevamo nel 2015». Allo stesso tempo la richiesta per entrare a lavorare nel Parco delle Apuane è alta e interessa tanti neolaureati. Molti dei quali hanno sempre desiderato lavorare a contatto con l’ambiente.

«Al concorso per perito agrario hanno presentato domanda già 11 persone per un solo posto di categoria C – spiega il direttore dell’ente Parco Antonio Bartelletti –. Sono quasi tutti laureati, e chi sarà assunto dovrà andare a lavorare a Bosa di Careggine, e non proprio sotto casa. Per scegliere chi assumeremo ci sarà una preselezione con un test a risposta multipla, con la quale si scenderà a 20 candidati». —

Tiziano Baldi Galleni

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