Il Tirreno

Versilia

Dal mare alla tavola: così si valorizza la qualità del pesce a miglio zero

Irene Arquint
Dal mare alla tavola: così si valorizza la qualità del pesce a miglio zero

La campagna della Coldiretti per promuovere il frutto del lavoro delle cento barche di pescatori viareggini

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Giro di boa per i pescatori che insieme a Coldiretti escono allo scoperto e scelgono la promozione delle loro attività. Lo fanno con cene a base dei propri prodotti – due sere fa per la Toscana hanno scelto l’Osteria della Cittadella del Carnevale – con un calendario stagionale ricco di ricette e con un nuovo sito. «Abbiamo necessità di promuovere realtà spesso di lunga storia generazionale, l’85% delle quali sono imprese a livello familiare – ha spiegato Danilo Di Loreto, referente regionale Coldiretti Toscana Pesca e Acquacoltura – per cui ci stiamo dando da fare a portare la voce dei veri pescatori fra la gente».

E come? Appunto attraverso cene in cui a farla da protagonista sono sanpietro, acciughe, ombrine «pescati in mare oppure da un’acquacoltura come si deve – prosegue Di Loreto – come avviene in una piccola ma eccellente realtà in Capraia (la cooperativa Maricoltura e Ricerca, ndr) unica in Europa antibiotic free per l’intera filiera di orate e spigole. Ma anche a Orbetello e nel golfo di Follonica. Ad oggi con il pesce pescabile in Italia potremmo soddisfare la richiesta di soli 4 mesi l’anno, il resto sarebbe coperto dall’acquacoltura. Il messaggio che deve passare è: pescare meno ma vendere meglio, diversificando l’offerta, aggiungendo servizi, trasformando».

Sono un centinaio le imbarcazioni viareggine che ancora fanno della pesca il loro sostentamento. Collegate a Coldiretti, vendono il frutto delle nottate in barca anche in 22 dei 57 mercati di Campagna Amica spingendosi fino a Prato, Pescia, Firenze. In tutto una manciata di cooperative, raggruppate nell’OP (Organizzazione Produttori) Cittadella della Pesca. Fra queste “Le Furiose”, un gruppo di donne che si relaziona al consumatore finale mentre i figli e i mariti solcano le onde. Organizzazione, la OP, che distribuisce 29mila pasti l’anno nelle mense scolastiche di 10 comuni della Versilia. «Sono i primi guardiani del mare, realtà belle, sane. Nel Mediterraneo abbiamo circa 500 specie edibili, di cui circa 60 milioni di euro di venduto nella nostra regione» aggiunge il referente di Coldiretti per la pesca. Un folto popolo di seppie, polpi, razze, sugarelli ma anche orate, spigole, astici e aragoste. Perché lo specchio d’acqua che s’infrange sulla nostra costa intervalla varietà meno nobili che sul mercato troviamo intorno ai 10 euro al Kg, a tipologie più costose come i lupicanti che raggiungono anche le 70 euro.

E per renderle più visibili Coldiretti - grazie a un contributo del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo – ne sta promuovendo le storie, le proprietà, le ricette. «Perché soprattutto per le tipologie meno note è necessario compiere un’opera di informazione ma anche educativa verso il consumatore – aggiunge Claudia Benassi, biologa marina dell’ufficio nazionale pesca Coldiretti – oltre che forzare, diciamo così, a uscire allo scoperto i pescatori. Perché sono spesso persone schive, affatto abituate a raccontare la meraviglia del loro lavoro».

Uno dei mezzi scelto è il sito “Un Mare di Salute” mandato online a luglio all’interno delle pagine di www.campagnamica.it. Ogni venerdì viene arricchito di nuovi articoli, informazioni utili al consumatore, ricette elaborate dagli agrichef sparsi per lo Stivale, testimonianze come quella di Paolo Russo, viareggino di ritorno, figlio di siciliani che da Viareggio erano emigrati in America. La sua voce compare in uno dei filmati promozionali, quello toscano che fa il paio con altri 11 realizzati per ciascuna regione, portato in giro per eventi e diffuso nella rete ad esempio di buone pratiche nonché di riuscita. —

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