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Un coro di no a Cava Fornace: «La discarica va chiusa»
Affollata assemblea nella sede della contrada della Cervia, presenti i Comuni di Pietrasanta, Seravezza e Forte dei Marmi, assente solo quello di Montignoso
PIETRASANTA. Chiusura della discarica, bonifica dell’area e stop ad ogni conferimento di rifiuti. È un coro unanime, quello di comitati e cittadini, contro Cava Fornace: un coro di oltre cento persone che martedì scorso, hanno affollato la sede della contrada la Cervia ribadendo tutte le preoccupazioni di una comunità che «non vuole più aspettare e che dalle istituzioni pretende trasparenza – fa sapere Gabriele Bugliani portavoce del Comitato dei cittadini contro la discarica ex Cava Viti – a breve presenteremo una denuncia alla Corte di Giustizia europea: chiederemo che sia fatta chiarezza sul rispetto delle normative, appunto comunitarie, all’interno del sito».
Assemblea, quella di due giorni fa, promossa dai comitati, che ha visto la presenza delle amministrazioni di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza mentre era assente Montignoso – fatta eccezione per due consiglieri comunali di minoranza, ndr. Presenti anche i consiglieri comunali Paolo Bigi e Sandra Da Prato – Lega – Nicola Conti – Pd –, Daniele Mazzoni – Siamo Pietrasanta –, Nicola Briganti – Movimento 5 Stelle – e Marina Staccioli per Fratelli d’Italia.
«Il sindaco di Forte, Bruno Murzi, ha garantito un sostegno economico per ogni nostra iniziativa: lo abbiamo apprezzato. Pietrasanta, invece – aggiunge Bugliani – ha detto le solite cose. Nei mesi scorsi sempre Pietrasanta ha presentato due domande alla Regione per il riesame dello stato della discarica ed entrambe le richieste erano, dal punto di vista formale, sbagliate. Ma ciò che più conta è che Arpat, nel giugno scorso, ha ufficializzato un documento sollevando significative contestazioni sulla gestione della discarica: atti pubblici eppure i comuni di Pietrasanta e Montignoso non hanno fatto, ad oggi, ancora niente».
Milco Gianfranceschi, vice-presidente del Comitato di Strettoia, plaude alla risposta dei residenti. «Eravamo in tanti: è stato un bel segnale. Ci ha fatto piacere il sostegno dichiarato dal sindaco Murzi, mentre agli amministratori di Pietrasanta – vista l’assenza di quelli di Montignoso – abbiamo detto che ad oggi hanno fatto veramente poco e quel poco lo hanno anche sbagliato. Il sindaco Giovannetti ci ha replicato che dobbiamo andare in Regione e lì alzare la voce: ma è Giovannetti che rappresenta con la sua amministrazione la nostra comunità, e quindi sta a loro fare la spola con la Regione e far si che la discarica chiuda». Amministrazione Giovannetti che si è comunque dichiarata pronta a protestare – così come Fratelli d’Italia, ndr – davanti alla sede della Regione Toscana a fianco dei cittadini. «Perché, non va dimenticato, è la Regione competente in materia di discariche – ribadisce il sindaco – abbiamo sempre trovato un muro di gomma quando si parla di Cava Fornace. Noi vogliamo al chiusura del sito».
Nel frattempo sono partiti i controlli ai camion in sosta sull’Aurelia diretti alla discarica. Al momento non è emersa alcuna irregolarità. «Il Comune di Pietrasanta – rilancia il vicesindaco Elisa Bartoli – sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile. Dal punto di vista giuridico e legale abbiamo fatto quello che un ente pubblico come il nostro poteva fare. Cava Fornace deve chiudere». —
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