Morina, Sea Risorse ha chiesto il rinnovo dell’autorizzazione
Al via oggi l’intervento per pavimentare i piazzali dove si trovano i cumuli di verde Per Arpat l’impianto di compostaggio è la causa del cattivo odore sulla città
Al via oggi i lavori per la pavimentazione dell’area dei cumuli di compost, all’impianto di compostaggio della Morina, al quartiere Varignano. È una delle prescrizioni che Sea Risorse (azienda che vede insieme Comune di Viareggio ed imprese del Gruppo Del Pistoia) ha ricevuto un anno fa, nell’ottobre 2018, dopo il sopralluogo congiunto di Arpat Lucca e Procura di Lucca e l’apertura di un fascicolo da parte della Autorità giudiziaria.
Sea Risorse - così una delle prescrizioni per l’impianto la cui autorizzazione scade nel gennaio 2020 - «dovrà anche chiedere una modifica dell’atto autorizzativo al fine di rivalutare la coerenza degli attuali limiti prescritti con la reale gestione dell’impianto e delle operazioni di recupero autorizzate in funzione delle destinazioni dei rifiuti che garantiscano comunque la chiusura del ciclo di trattamento previsto per la produzione di materie prime seconde, sottoprodotti e prodotti da recupero rifiuti».
Oggi questo punto diventa centrale. Perché nell’estate Sea Risorse ha presentato alla Regione Toscana domanda di rinnovo dell’autorizzazione ambientale.
Intanto che l’iter burocratico va avanti - e vi sarà da valutare se l’impianto della Morina debba essere soggetto a Valutazione di impatto ambientale, oppure no - c’è tempo fino a metà novembre perché l’azienda adegui l’impianto alle prescrizioni ricevute. Ad iniziare proprio dall’esigenza che «Sea Risorse comunichi le soluzioni adottate al fine di garantire la manutenzione dell’asfalto dei piazzali e le fossette laterali di scolo del percolato e delle acque meteoriche e la realizzazione della canaletta di raccolta sul lato sud dell’impianto».
Sul rinnovo dell’autorizzazione non può non avere un peso importante il procedimento penale aperto e la considerazione di Arpat per cui «sono state accertate, alle date del 29 ottobre, 20 e 30 novembre 2018 connessioni dirette tra gli odori fastidiosi percepiti dalla popolazione in zona Varignano e l’attività di rivoltamento dei cumuli di ammendante dell’impianto. In merito si è proceduto a dare comunicazione all’Autorità giudiziaria». E da qui non si scappa.
Nelle ultime settimane - come dato conto dal Tirreno - Arpat è tornata alla Morina perché nel mese di settembre l’odore di decomposizione è tornato a farsi sentire forte alla periferia della città, come denunciato dal Comitato “Aria pulita Viareggio e dintorni”. Ma l’odore avvertito dai tecnici Arpat non sarebbe stato tanto rilevante da avviare un nuovo procedimento prescrittivo.
Rimane il fatto che la stessa Regione Toscana che oggi deve valutare il rilascio di nuova autorizzazione, nel maggio scorso ha emesso diffida nei confronti di Sea Risorse per l’impianto di compostaggio del verde, valutando che siano presenti alla Morina «situazioni di pericolo per l’ambiente, sorte in conseguenza di una gestione dell’installazione non conforme a quanto prescritto dall’autorizzazione». Ed alla azienda dei rifiuti è stato richiesto di presentare «idonea documentazione comprovante lo stato operativo relativo al processo di delocalizzazione dell’impianto». Spostamento previsto fin dalla autorizzazione del 2010, rilasciata dalla Provincia di Lucca. Le parole della Regione non sembrano lasciare dubbi sul fatto che una risposta negativa su questo aspetto non sia ammissibile. —
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