Via la carne chianina dalla mensa scolastica Protestano i genitori
«Nessuno ci ha informato di questa decisione» Nei prossimi giorni incontro per discutere sul menu
La carne chianina sparisce dal menù delle mense scolastiche ed i genitori de piccoli utenti non ci stanno.
«Nessuno ci ha informato di questa decisione: ma quale percorso condiviso, ne siamo venuti a conoscenza solo dalla lettura del giornale» - Il Tirreno di domenica scorsa, ndr -fa sapere Katia Lazzerini, referente della commissione degli stessi genitori. Commissione che, a breve, vista la decadenza del precedente presidente, Luca Bonuccelli, sarà rinominata.
«In poche parole dall'amministrazione comunale non ci hanno interpellati e di certo questa decisione di togliere la carne chianina dal menù non è partita da noi e soprattutto non ci trova d'accordo. Anche perché per qualità e proprietà nutritive, la chianina, oltre ad essere gradita dai nostri figli, è carne che nel menù di una refezione scolastica ci deve stare» spiega Lazzerini che aggiunge: «Non è nostra intenzione fare polemiche, quello che ci preme, però, è che si faccia chiarezza anche perché diversi genitori, amareggiati, ci hanno chiesto delucidazioni, al riguardo».
Commissione che, a suo tempo, aveva chiesto l'introduzione, nel menù dei bambini, del pesce azzurro locale. «Sì, questo è vero, ma ovviamente non per sostituire la chianina. Avevamo anche chiesto per i nostri figli la carne bianca bio, ma ci è stato risposto che non era possibile perché costava troppo. La carne bio è comunque presente nel menù, ma non conosciamo, ad oggi, la sua tipologia. Nei prossimi giorni incontreremo i responsabili degli uffici e vedremo di saperne di più. Peraltro - precisa Lazzerini - per ogni pasto paghiamo quattro euro e novanta centesimi: non mi sembra, quindi, che i genitori e le famiglie non contribuiscano al costo complessivo della refezione scolastica. Chiediamo, perciò, di essere coinvolti, così come da accordi e non di venire a conoscenza di determinate scelte solo a cose fatte. Non ci sembra giusto: il percorso della condivisione, con Comune e Azienda sanitaria locale, era e resta fondamentale».
Nel frattempo la mensa scolastica è ricominciata - circa 1.100 pasti al giorno preparati nel centro cottura di Strettoia il tutto a gestione della Pietrasanta Sviluppo - con i bambini che continuano, soprattutto, a lasciare nel piatto due particolari pietanze.
«Il tortino di ceci e la platessa: non piacciono proprio - spiega ancora Lazzerini - per il resto, fatte le dovute eccezioni, che sono normali quando si ha a che fare con dei bambini, mi sembra che non ci siano particolari problemi. Nei prossimi giorni torneremo a confrontarci, ad ogni modo, per fare insieme il punto della situazione». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google