Italia
Nessun accordo sulla Ponsi: I lavoratori occupano la sede
I dipendenti sono entrati in assemblea permanente e faranno i turni in ditta in attesa dell’incontro di mercoledì con l’azienda
MASSAROSA. È arrivato e passato nella bufera l’ultimo giorno della Ponsi, la storica ditta viareggina di rubinetti che per volontà della dirigenza ha chiuso definitivamente i battenti. Ieri infatti i circa venti lavoratori rimasti del sito produttivo versiliese hanno deciso di entrare in assemblea permanente e di occupare la sede. Ci saranno turni di lavoratori per presidiare il capannone giorno e notte. I sindacati e i dipendenti infatti non hanno trovato un accordo economico per la loro fuoriuscita: la questione infatti è che la Ercos non ha chiuso il marchio Ponsi ma lo ha, sulla carta, spostato nel Bresciano. Una proposta che di fatto ha costretto i lavoratori a non poter accettare l’offerta di trasferimento.. E i tavoli in Regione e con il sindaco di Massarosa non sono serviti: tanto che l’idea di un passo indietro sulla chiusura non è stato neanche preso in considerazione e l’accordo sulle buoneuscite non è andato a buon fine.
Così lunedì 30, giorno di chiusura definitiva gli operai hanno scelto la strada della protesta occupando la sede delle Bocchette in attesa che un delegato della proprietà arrivi da Brescia a discutere sul corrispettivo economico di queste uscite.
«I lavoratori sono in credito di una risposta formale da parte dell’azienda - fanno sapere dalla Fiom - hanno deciso dunque di proclamare l’assemblea permanente e di presidiare così lo stabilimento fino al raggiungimento di un accordo sindacale. Impossibile infatti seguire l’azienda trasferendo tutti i dipendenti a Monticelli Brusati in provincia di Brescia; troppe le ragioni di impedimento, familiari, personali, problemi di assistenza parentale, figli, scuole e non per ultimo uno stipendio insufficiente a garantire un trasloco. Per questo in attesa dell’incontro con la direzione aziendale e con i suoi legali, i lavoratori hanno deciso, evitando la procedura di trasferimento di fermare le attività in corso e presidiare lo stabilimento di Massarosa. Dietro sollecitazioni sindacali l’azienda ha fatto sapere che mercoledì prossimo sarà presente con i suoi legali e allora capiremo se vi sono le condizioni per la definizione di un accordo utile a chiudere una vertenza molto complicata che riguarda 20 famiglie». —
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