Italia
La Greta viareggina si chiama Lidia e frequenta il liceo Classico
Alla guida del corteo Lidia Pardini ha fatto un discorso su come sia importante intervenire adesso per salvare il futuro
viareggio. Trucco leggero, capelli tirati indietro da una forcina, una maglietta bianca e dei pantaloni neri. Una ragazza semplice come sembrano essercene tante. Eppure il piglio e le parole sono quelle di una vera leader. Lidia Pardini, camaiorese, frequenta il liceo Classico di Viareggio e ieri era alla testa del corteo. Il suo discorso, ripetuto anche di fronte al municipio ha ricordato come quello dell’ecologia non è semplicemente un «vezzo delle nuove generazioni» ma un movimento che ha attraversato i decenni.
È partita dal lontano, ricordando una famosa filastrocca di Gianni Rodari, scritta nel 1979 che descrive l’incontro dell’autore con un signore anziano che con un “orecchio acerbo” da bambino riusciva ad ascoltare e capire le necessità dei più piccoli.
«La filastrocca - ha urlato Lidia - diventò il manifesto dei moviemnti ambientalisti italiani che proprio negli anni 70 stavano diventando sempre più presenti nella società, consapevoli dei disastri ambientali provocati dalla veloce e sconsiderata insutrializzazione del nostro paese».
Da qui ricorda i vari passaggi che sono stati tentati a livello internazionale di tenere a freno l’inquinamento, il riscaldamento globale, il buco dell’ozono: ha parlato di Italia Nostra, del Wwf, di Legambiente, del referendum sul nucleare, della convenzione Onu, del protocollo di Kyoto, della conferenza di Parigi. Tutto inutile, secondo i manifestanti.
«Ora basta - le parole di Lidia - ci siamo accorti che potrebbe essere tardi, che gli accordi non bastano: grazie al movimento ambientalista globale, impensabile prima di internet, si è capito che è la popolazione del mondo che deve muoversi, agire. E se non sono gli adulti dalle “orecchie mature”, tocca alle nuove generazioni. Per questo siamo qui. È finito il tempo dello scetticismo: purtroppo le conseguenze, i danni, sono davanti agli occhi di tutti, sono evidenti. Persino il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non nega più. Dobbiamo essere capaci di farci ascoltare da tutti, convincere ad agire, a cambiare le abitudini, gli stili di vita, e tocca alla politica il dovere di rendere il campamebto possibile. Tocca a noi farci ascoltare, dobbiamo farci ascolare. Troveremo “orecchie acerbe”?». —
C.B.M.
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