Italia
Solo una settimana di tempo per sgomberare Palazzo Civico
Lunedì prossimo scade la proroga concessa per il comando della Municipale, la sala lettura, l’ufficio protezione civile e la sede di alcune associazioni
SERAVEZZA. Il primo termine era stato di sei mesi (a inizio 2019). Poi il sindaco Riccardo Tarabella – a fine giugno – aveva emesso una proroga di novanta giorni. Ovvero al 30 settembre, data entro la quale Palazzo Civico di Querceta, dichiarato inagibile, dovrà essere sgomberato. È però una corsa contro il tempo, perché sia il comando della Polizia Municipale che la sala lettura e l’ufficio della Protezione civile sono sempre attivi in quell’edificio. Oltre alla sede di alcune associazioni. Una situazione che per Andrea Giorgi di Patto Civico sarebbe frutto dell’improvvisazione mentre il sindaco replica citando le perizie dei tecnici.
Intanto dal Comune fanno sapere che non si esclude un’ulteriore proroga di novanta giorni. Le ultime a lasciare palazzo civico a Querceta saranno infatti le sedi delle associazioni nel seminterrato. Lì però non c’è quasi mai nessuno, mentre negli uffici del comando della Polizia, quello della Protezione civile e nella sala lettura, mattina e pomeriggio c’è gente che lavora o studia. Ma questi locali, secondo l’ingegnere comunale Roberto Orsini, saranno trasferiti quasi con certezza entro fine settembre, massimo i primi di ottobre.
Intanto la Sala Cope è chiusa, l’Agenzia formativa dell’Unione dei Comuni è stata trasferita in via delle Contrade nella Casa dei Giovani e l’ufficio riscossioni entrate (affidato a Municipia Spa) è traslocato in via Monsignor Fascetti (area ex Pellerano Marmi). Un'escalation di spostamenti di uffici che non è avvenuta senza intoppi e senza costi. Per far fronte però ad un’emergenza, quella di liberare l’ex casa del fascio di Querceta su cui si dovrà intervenire pesantemente.
Un milione il Comune lo ricaverà dall’operazione di costruzione del Penny Market in via Federigi, grazie allo strumento della perequazione. Intanto la minoranza solleva perplessità, e mette a confronto l’immediata inagibilità della scuola Frediani del capoluogo con lo slittamento e le proroghe di palazzo civico. «Ci saranno delle differenze nelle perizie (che sarebbe utile leggere) per cui per un immobile – dice Andrea Giorgi - si decide lo sgombero immediato e per l'altro si possono anche aspettare nove mesi, ma la motivazione delle ordinanze è sempre la stessa: la non idoneità dell'immobile a sostenere i carichi verticali. Non era quindi logico attendersi lo stesso comportamento da parte dell'amministrazione?». E poi aggiunge: «È tutta un’improvvisazione. Il problema c’è e nessuno se la prende con quello bensì col casino generale con cui sono state gestite le conseguenze, affrontate in maniera non sufficiente. Per non parlare poi dei plessi scolastici chiusi e dello spostamento delle sezioni».
«Mi pare chiaro – è la replica del primo cittadino – che tutto dipende dalle relazioni che hanno fatto i tecnici su ogni fabbricato. Ognuno ha una storia a sé stante e ci sono stati tecnici diversi che hanno fatto ognuno la sua relazione. In quella rilasciata per palazzo civico – prosegue Tarabella - c’era questa possibilità e non si trattava di una semplice scelta di sfavore per uno o per l’altro. Il sindaco non fa scelte di favore o sfavore o di convenienza in fabbricati che hanno queste situazioni delicate e di emergenza». —
Tiziano Baldi Galleni
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