Italia
L’ex hotel Franceschi all’asta con oltre un milione di sconto
Il Tribunale lo rimette in vendita a 4.600.000 euro: meno del valore di mercato. Pesano le cattive condizioni in cui versa l’antica proprietà della storica famiglia
FORTE DEI MARMI. Andrà nuovamente in vendita il prossimo 15 ottobre, all’Istituto Vendite giudiziarie di Lucca, la vecchia struttura turistico alberghiera dell’ex hotel Franceschi – nome adesso di proprietà di un altro hotel che non ha nulla a che vedere con questo – uno degli alberghi storici del Forte, a cui sono legati ricordi e presenze altrettanto importanti. Il prezzo fissato per la base d’asta è di 4.600.000 euro, un valore lontano da quello reale dell’immobile che seppure malridotto e fatiscente sorge pur sempre nel cuore della vippissima Roma imperiale. Il valoredi mercato secondo la perizia del tribunale, infatti, è di 5.750. 000 euro.
Le offerte per la vendita senza incanto, comunque, dovranno essere presentate entro il 14 ottobre. L’ex hotel Franceschi di Forte dei Marmi (da non confondere, come detto, con l’hotel Franceschi Villa Mimosa) è un complesso immobiliare dalla superficie di 1.643 mq, costituito da un fabbricato principale, su tre piani fuori terra, oltre ad una torretta soprastante il secondo piano dell’edificio. L’ex albergo contava su 35 camere di cui 17 doppie e 18 singole; al piano terra c’erano la hall, l’area tv, la sala da pranzo, la cucina ecc, mentre al secondo e terzo piano c’erano le camere. Il tutto oggi in pessimo stato di conservazione e manutenzione come dice la perizia fatta fare dal tribunale. I rumor primaverili, come si ricorderà, avevano già indicato un possibile compratore, ma la trattativa non è andata in porto.
L’ex albergo, che sorge tra via XX Settembre, via Mascagni e via Galilei è a due passi dal mare. L’originario fabbricato ad uso abitativo, intorno agli anni ’30 – come spiega la perizia del tribunale – fu trasformato in ricettivo e gestito dalla famiglia Franceschi. All’inizio degli anni ’60 venne ristrutturata anche la sua dependance situata dietro l’hotel, sul lato opposto di via Galilei e collegata al complesso tramite un tunnel sotterraneo. Una ventina di anni fa l’Hotel Franceschi però chiuse la propria attività rimanendo operativa la dependance denominata “Villa Mimosa” . L’albergo l’aveva voluto nientemeno che Nella Franceschi, moglie imprenditrice del grande Achille, già reduce dai successi della Capannina che aveva comprato al marito e, sul piano alberghiero delle soddisfazioni di Villa Mimosa, sorta prima a Vittoria Apuana, poi trasferita sul viale Morin, dove, qualche anno più tardi, lascerà il posto ai fasti del Grand Hotel, finito nel mito grazie a clienti come il Nobel per la letteratura Thomas Mann. E con questo viatico, nel 1938 fu la volta proprio dell’hotel Franceschi in via XX Settembre, dove Nella fu pioniera anche dell’allargamento degli orizzonti turistici cittadini al mercato tedesco. Negli anni però le proprietà dei due edifici si erano diversificate e così la vecchia Villa, cioè la parte storica dell’albergo fondato dalla Nella Franceschi era stata poi chiusa ed era nel frattempo divenuta fatiscente, mentre l’altra parte aveva proseguito autonomamente l’attività. —
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