Il presidio
Interventi rinviati al Versilia per la carenza di sangue
Sos dal Centro trasfusionale: calo continuo delle donazioni a partire dal 2012. Sospesa al momento una piccola parte dell’attività chirurgica programmata
VIAREGGIO. L’emergenza sangue torna a farsi sentire e inevitabilmente saltano le operazioni chirurgiche programmate e rinviabili. I dati parlano chiaro: 2283 donazioni in meno nel giro di sei anni. Dal dato più alto del 2012 (13.850) a quello più basso del 2018 (11,567), sintesi numerica di un calo lento ma costante. E inequivocabile segnale di un progressivo distacco della popolazione versiliese da un’azione dall’immenso valore sociale, senza la quale la regolare attività ospedaliera subisce ripercussioni. Come, appunto, alcune operazioni ortopediche che vengono rinviate a tempi migliori.
Un trend negativo, con però un barlume di speranza: nell’anno corrente, dal 1° gennaio al 12 settembre (ieri) si contano 7.911 donazioni, appena 72 in meno rispetto al medesimo periodo del 2018 (erano 7.983). Il raffronto – reso possibile grazie ai dati forniti dal Centro Trasfusionale dell’ospedale Versilia – sembra infatti celare la portata della diminuzione, tenendo comunque presente la maggior brevità del periodo preso in esame.
Il 2012 è stato l’anno in cui si è raggiunto l’apice, con 13.850 donazioni effettuate da 7.716 persone, 914 delle quali per la prima volta. Da lì la situazione è cambiata. In peggio. Con numeri sempre più bassi. 13.608 prelievi nel 2013, 13.285 nel 2014, 12.986 nel 2015, 12.412 nel 2016, 12.150 nel 2017 sino alle 11.567 del 2018 (ben 583 in meno rispetto all’anno precedente). La flessione ha riguardato inevitabilmente anche l’indice di donazione, ovvero il rapporto tra donazioni e donatori. Che rimane, comunque, uno dei più alti non solo tra i centri trasfusionali dell’area vasta (nord-ovest), ma dell’intera regione.
Il confronto tra i primi otto mesi e mezzo del 2018 e del 2019, con una sostanziale parità, può far propendere ad una ripresa e, dunque, ad un’inversione del trend. Confidando negli effetti positivi delle campagne di sensibilizzazione promosse dalle varie associazioni di volontariato del territorio, una su tutte il progetto “Il dono nello zaino” sviluppato da Avis che nell’ultimo anno scolastico ha visto 162 tra ragazzi e ragazze degli istituti superiori della Versilia presentarsi al centro trasfusionale dell’ospedale Versilia per effettuare la prima donazione.
«La continua diminuzione delle donazioni non è attribuibile ad un unico fattore», spiegano dal centro trasfusionale dell’ospedale Versilia nel quale dal 1° agosto la dottoressa Maria Silvia Raffaelli ricopre l’incarico di direttore facente funzione dopo l’addio dello storico primario Euro Porta (per raggiunta età pensionabile). «Sono richiesti requisiti di sicurezza e qualità molto più elevati (in base al decreto del Ministero della Salute del 2015): ad esempio per chi ha viaggiato nei paesi tropicali i mesi di sospensione dalla donazione non sono più 3 ma 6».
L'emergenza sangue ha comportato, da lunedì, il rinvio e la successiva riprogrammazione di interventi chirurgici ritenuti non urgenti (quelli ortopedici, ad esempio). «Ma la situazione sta tornando alla normalità», fanno sapere dal centro trasfusionale.
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