Strage di Viareggio, i dipendenti donano le ferie perché il collega possa seguire il processo
La scelta a favore di Andrea Maccioni che dieci anni fa ha perso la sorella Stefania e i nipotini Luca e Lorenzo Piagentini
VIAREGGIO. Donare parte delle proprie ferie arretrate a colleghi in difficoltà grave: è consentito a chi lavora nel settore metalmeccanico grazie a quanto previsto nel contratto nazionale di lavoro. Una possibilità che hanno fatto diventare realtà i lavoratori della Gifas, sede di Massarosa, azienda che da 50 anni si occupa dello sviluppo, produzione e commercializzazione dei prodotti del gruppo europeo specializzato nella produzione di materiale elettrico per uso industriale, per il mercato italiano ed i Paesi dell’area mediterranea.
I dipendenti della Gifas, tra 2018 e 2019, hanno deciso di mettere parte del monte ore ferie a disposizione di Andrea Maccioni, che nel disastro ferroviario del 29 giugno 2009 ha perso la sorella Stefania ed i nipotini Luca di 5 anni e Lorenzo di 2. Nella stessa azienda lavorava, dieci anni fa, Marco Piagentini, marito di Stefania e cognato di Andrea, rimasto gravemente ustionato ed oggi presidente dell’associazione “Il Mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime della strage di 10 anni fa.
Una scelta di grande generosità che ha permesso al collega di partecipare alle 32 udienze del processo tenutosi nelle aule della Corte di Appello di Firenze da novembre 2018 a giugno 2019.
«È stato utilizzato in maniera estensiva lo strumento previsto dal contratto perché i lavoratori avevano evidenziato la propria disponibilità ad aiutare il collega impegnato nelle udienze», spiega al Tirreno il responsabile della Fiom-Cgil Versilia, Nicola Riva. Che continua: «La banca ore è uno strumento volontario e quello che resta, se resta, torna indietro a chi lo ha messo a disposizione. È stata una scelta di grande condivisione di fronte alla quale la direzione aziendale è stata disponibile. Si è dimostrato che si tratta di uno strumento che può essere utilizzato di fronte a situazioni di estrema gravità».
D’altra parte la stessa Gifas ha attività sociali nella propria “mission”, come si legge sul sito dell’azienda alla voce “Gifas per il sociale”: «L’azienda ha partecipato attivamente alla “Pedalata per non dimenticare”, edizione 2018, in ricordo delle vittime del Moby Prince del 10 aprile 1991, dell’incidente ferroviario del 29 giugno 2009 alla stazione di Viareggio e del naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio 2012. Gifas è sempre attenta al sociale ed è vicina alle famiglie delle vittime della strage» che dieci anni fa ha mietuto 32 vittime.
Tutta l’associazione “Il Mondo che vorrei” «ringrazia i dipendenti della ditta Gifas, in nome dei quali Andrea ha voluto personalmente donare una quota destinata alla associazione stessa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

