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regole balneari 

Troppe feste in spiaggia, al Forte sarà rivisto il regolamento

Troppe feste in spiaggia, al Forte sarà rivisto il regolamento

Nessuna dichiarazione ufficiale da parte del Comune, ma fonti interne  fanno sapere che l’amministrazione dovrà ritoccare il nuovo testo

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FORTE DEI MARMI. Quando poco prima della stagione turistico-balneare era stato varato il nuovo regolamento di disciplina e utilizzo degli arenili e delle attività balneari – il famoso regolamento della spiaggia che, da quando sono state date competenze in merito ai Comuni, affianca l’ordinanza della Capitaneria di porto – era stato salutato da molti balneari come «una svolta verso la tradizione». . Balneari che attraverso la loro associazione avevano seguito da vicino, fianco fianco all’amministrazione comunale, l’edizione del nuovo regolamento che nient’altro è che il vademecum normativo di ciò che si può fare o non fare sulla spiaggia più vip della Versilia. La svolta però non si deve essere avverata, se come sembra dall’indiscrezione che circola adesso nelle stanze politiche, che l’amministrazione Murzi potrebbe mettere mano, molto presto, ad una sua modifica e i temi che sarebbero posti a blindatura potrebbero essere quelli legati alle feste, e in genere a tutte le attività che si sono viste quest’estate sull’arenile, dopo le 20, che è poi il limite di apertura al pubblico delle strutture balneari.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’intrattenimento sull’arenile, che è poi quello che ha dato luogo a qualche eccesso (rumori, orari. . .) con conseguenti proteste, le disposizioni del 2019 permettevano lo svolgimento di un numero massimo di 30 feste per i clienti di ogni stabilimento balneare, tra le 20 e l’1. 30, oltre a quelle per Ferragosto e Sant’Ermete. Un numero lievitato in questi ultimi anni e che come ha detto qualcuno con spirito polemico consente di fatto l’apertura serale dei bagni che lo vogliono una sera sì e una no nei due mesi top dell’estate. Eppure fino a pochi anni fa il tetto era molto più basso, di appena 13 feste (tetto introdotto dal Comune fino dal 2005) che solo cinque anni fa era lievitato fino alle trenta attuali. Inoltre se fosse fondata la recente osservazione delle rappresentanze dei commercianti potrebbero venire colpite anche eventuali attività diverse di tipo commerciale o para commerciale, anche se su questo punto il Regolamento in vigore e approvato dal consiglio comunale il 25 maggio scorso, era già chiaro: «Negli stabilimenti balneari non è consentito l’esercizio del commercio al dettaglio di merci appartenenti al settore non alimentare sia da parte del concessionario, sia da parte di terzi».

Cosa accadrà è difficile da dirsi: anche perché qualche politico interpellato si è trincerato dietro un comprensibile riservo. Di sicuro, però, ogni passo di revisione sarà una sorta di presa di posizione definitiva perché Forte sembra davvero essere giunta ad un bivio, con la maggioranza degli operatori del settore legati alla tradizione centenaria delle famigliole in spiaggia, tutte riservatezza e tranquillità e altri imprenditori, soprattutto quelli arrivati più di recente alla guida dei loro bagni, più propensi alle notti scalze sull’arenile. «Questa deviazione da una storia, in un certo qual modo nobile, del paese – dice Vivaldo Tonini, portavoce del Gruppo d’opinione di via Versilia – dovrebbe proporre una riflessione; e un ripensamento dovrebbe esserci prima di reclamizzare un brand che, se le cose continuano a camminare in questo senso, e di là del suo valore promozionale, estetico e stilistico, può solo rappresentare un francobollo appiccicato su una busta che contiene un foglio bianco senza alcun pensiero».

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