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Fine del Viareggio Calcio: cento anni di storia e tanti campioni

Massimo Guidi
Fine del Viareggio Calcio: cento anni di storia e tanti campioni

Da Carlo Biagi, autore di un poker con la maglia azzurra passando per la B e arrivando a Di Natale, Zaza e Pavoletti

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VIAREGGIO. A pagina 644 dell’ultima edizione dell’Almanacco Panini sono elencate le 108 società italiane che hanno fornito giocatori alla Nazionale maggiore. Tra questi c'è anche il Viareggio. Perché è vero che le zebre, nella loro storia centenaria, non sono mai riusciti ad approdare alla serie A con girone unico; ma è altrettanto vero che giocatori cresciuti nel vivaio delle zebre o che hanno vestito il bianconero anche per il breve volgere di una sola stagione sono poi arrivati in serie A. E qualcuno è anche arrivato a vestire l’azzurro. Come Carlo Biagi, viareggino doc, primo giocatore a segnare quattro reti in una partita della Nazionale (record ancora imbattuto) e campione olimpico a Berlino 1936 con Giulio Cappelli, che in quella stagione militava con i bianconeri in serie B. O come Alberto Bertuccelli e Adolfo Gori (scudettati con la Juventus) e, in epoche più recenti, Totò Di Natale (la sua prima tripletta da prof l’ha segnata proprio con la maglia delle zebre), Simone Zaza e Leonardo Pavoletti. E tra quelli che sono approdati in serie A ricordiamo Vinicio Viani, Renato Tori, Gino Lemmetti, Sergio Angelini, Giovanni Tavoletti, Renzo Pini, Giorgio Barsanti (secondo toscano a vincere uno scudetto, con l’Inter, alla fine degli anni trenta del secolo scorso), Egiziano Bertolucci, Lamberto Lippi, Limbergo Taccola, Rodolfo Agostini, Araldo Caprili, Giorgio Michelotti, Giancarlo Bacci (scudettato con il Milan), Giovanni Ferradini, Gianluigi Savoldi, Mauro Della Martira, Carlo Bresciani, Alessandro e Daniele Mannini, Marco Landucci, Gianluca Ricci, Pierpaolo Bisoli, Nicola Ravaglia, Mijgen Basha (34 presenze nella nazionale albanese), Bruno Martella e Carlo Pinsoglio convocato per la under 21 proprio durante la sua militanza nel Viareggio..

Insomma, una lunga lista alla quale vanno aggiunti i nomi di chi ha iniziato la carriera di tecnico proprio sulla panchina delle zebre per arrivare in alto come Aldo Olivieri, Enzo Riccomini, Nedo Sonetti, Silvio Baldini e Massimiliano Maddaloni. Cento anni di calcio a strisce bianconere cancellati da un colpo di spugna in un pomeriggio di settembre. Ma siccome la storia, nel bene e nel male, spesso si ripete, val la pena ricordare che dopo la fine del campionato 1937/1938, stagione molto simile all'ultima vissuta (le zebre girovagarono per mezza Toscana per giocare le gare casalinghe) Viareggio rimase senza la sua squadra per quattro anni. L’augurio è che questa volta la storia venga smentita e che la città patria della Carta di Viareggio, della prima federazione di calcio femminile oltre che dell’ultimo tecnico campione del mondo superi una volta tanto le tante troppe divisioni che hanno fatto perdere molte occasioni e riesca a partorire una società in grado di avere un futuro. E ai tifosi, autentici “guardiani” della fede bianconera, l’onere e l’onore di dare una spinta alla nascita di un progetto.

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